18 Febbraio
imprese & mercati

Via ai nuovi programmi di sostegno al comparto olivicolo-oleario

L’Italia perde il secondo gradino del podio della produzione mondiale di olio extravergine d’oliva.


Dietro alla Spagna con 1,6 milioni di tonnellate, sale infatti la Grecia che, secondo i dati forniti dalla Commissione europea, dovrebbe chiudere la campagna 2020-2021 intorno a 265.000 tonnellate di olio prodotte.


Il nostro Paese si piazza al terzo posto, con meno di 250.000 tonnellate, a causa del netto calo delle regioni olivicole più importanti come Puglia, Calabria e Sicilia.


“I dati sulla produzione – afferma il presidente di Italia Olivicola, Fabrizio Pini – testimoniano come sia arrivato il momento di rinnovare l’olivicoltura nazionale, che deve aprirsi a modelli innovativi e sostenibili. In tal senso, contiamo sull’impegno del nuovo ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli, che sarà chiamato a lavorare su un piano strategico olivicolo nazionale utile a recuperare il gap con gli altri Paesi e indicare quale strada dovremo percorrere per aumentare la produzione, conservare la qualità e mantenere la competitività”.


Intanto al Mipaaf nei giorni scorsi è stato firmato il decreto con le disposizioni nazionali concernenti i programmi di sostegno alle organizzazioni dei produttori, alle loro associazioni e agli organismi interprofessionali del settore dell’olio di oliva e delle olive da tavola valide per il biennio transitorio in vista della nuova Pac. I programmi, che partiranno il prossimo 1° aprile e si concluderanno entro il 31 dicembre 2022, potranno contare su una dotazione complessiva pari a 69,2 milioni di euro di cui 34,59 milioni quale contributo comunitario.


Di tale plafond almeno il 20% potrà essere utilizzato per interventi sul miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura, almeno il 30% destinato al miglioramento della qualità della produzione e almeno il 15% per interventi sul sistema della tracciabilità, della certificazione e della tutela della qualità dell’olio di oliva e delle olive da tavola, in particolare il controllo degli olii venduti ai consumatori finali.


La ripartizione delle somme da assegnare agli organismi beneficiari avverrà attraverso l’applicazione di quattro criteri e cioè considerando il numero di produttori aderenti, la superficie olivicola rappresentata, il punteggio attribuito al programma e il valore del prodotto ceduto o conferito dai soci.

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