28 Ottobre
imprese & mercati politiche

Sugar e plastic tax: nuovo rinvio, se ne riparla nel 2023

Nuovo rinvio per la sugar tax, l’imposta sulle bevande zuccherate. Ad annunciarlo è stato il Governo, anticipando in un comunicato stampa alcuni dei contenuti della legge di bilancio 2022.


L’entrata in vigore dell’imposta, che viaggia in parallelo con la plastic tax, balzello che colpisce invece i manufatti di plastica per singolo impiego, slitta così di altri dodici mesi, al 2023.


Soddisfatto il commento di Agrinsieme, il coordinamento, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, che auspica la totale abolizione di entrambe le forme di tassazione, ritenendole fortemente restrittive e penalizzanti non solo per il settore della trasformazione, ma per l’intera filiera.


Seppure in maniera indiretta – scrive il Coordinamento – l’imposta sulle bevande zuccherate finirebbe col punire anche il mondo agricolo, assestando un duro colpo al comparto bieticolo-saccarifero, già penalizzato dalla liberalizzazione delle quote di produzione.


La sugar tax – osserva ancora Agrinsieme – comporterebbe dal 2023 un incremento della fiscalità del 28% e una penalizzazione dei consumi, con ripercussioni negative su ogni anello della filiera e su un settore già fortemente indebolito dalla pandemia.


Soddisfatto anche il commento di Coldiretti. “Il rinvio della sugar tax al 2023 – scrive l’organizzazione agricola- salva oltre 5.000 posti di lavoro e 180 milioni di euro di fatturato”.


Soffermandosi sulla plastic tax, la Coldiretti sollecita, nell’ottica di una progressiva riduzione dell’uso delle plastiche, un approccio strategico, piuttosto che punitivo, indirizzato al sostegno e allo sviluppo di una filiera italiana della biochimica verde e delle bioplastiche, attraverso il potenziamento dei network di ricerca e innovazione territoriali.
Per Federalimentare, la tassa sugli zuccheri, se applicata, comporterebbe una contrazione delle vendite dei soft drink del 17% per il domestico e del 9% per il fuori casa. In alcuni paesi in cui la sugar tax è entrata in vigore, – aggiunge l’associazione industriale – come Danimarca, Norvegia e Islanda, è stata poi rimossa, poiché ritenuta inutile.

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