16 Settembre
imprese & mercati

Positiva la campagna del pomodoro da industria in Italia

Agosto mette il turbo alla campagna di produzione del pomodoro da industria.


In base alla fotografia scattata a inzio settembre dall’Organizzazione interprofessionale (OI) del bacino Nord Italia, le operazioni di raccolta e i conseguenti conferimenti all’industria di lavorazione hanno già riguardato il 70% dei volumi programmati.


Dopo un avvio in salita, la situazione è andata progressivamente migliorando, grazie all’assenza di piogge.
I problemi anche quest’anno non sono mancati – spiega il presidente dell’OI, Tiberio Rabboni – in particolare nella seconda parte di luglio, a seguito delle violente grandinate che hanno coinvolto circa 2.000 ettari interessati dalla coltura (il totale d’area investito è di oltre 38.600 ettari).


A partire da agosto, tuttavia, in assenza di complicazioni climatiche, la raccolta ha fatto segnare una forte accelerazione. I ritmi di consegna particolarmente sostenuti, con un volume record di 400.000 tonnellate a settimana, mai raggiunto in passato, confermano la fluidità di una campagna che – a detta degli esperti – sta dando grosse soddisfazioni anche sul piano qualitativo.


Non solo il clima, ma anche l’attenta programmazione dei trapianti, scaglionata nel tempo, ha portato agli ottimi risultati di quest’anno, evitando fenomeni di sovramaturazione nelle settimane centrali di agosto.


Come accennato, anche lo standard qualitativo è apparso finora eccellente, con un grado brix elevato, prossimo ai massimi storici, e con un ottimo risultato sia per colore sia per tenuta delle bacche.


Dal bilancio ancora parziale sul raccolto 2021 emerge un buon risultato anche sul piano delle rese, stimate oltre la media storica.


La buona qualità e le basse percentuali di scarto del pomodoro conferito ai centri di lavorazione industriali attestano l’indice di pagamento a un valore prossimo a 100, corrispondente al prezzo pieno, che gli accordi hanno fissato peraltro su un livello più elevato rispetto agli anni passati. Un’evidenza – ha aggiunto Rabboni – che si traduce in una “reale distribuzione del valore lunga la filiera” a beneficio di tutti gli operatori, prerogativa per la sostenibilità economico-finanziaria anche nella fase agricola, solitamente più vulnerabile.


Anche nel Centro-Sud, nel frattempo, le attività sono riprese a pieno regime, dopo una breve interruzione causata dalle piogge.


Nella settimana successiva al Ferragosto è stato lavorato un volume record di 427.000 tonnellate. Buone le prospettive anche a settembre, con la previsione in Italia di un raccolto di pomodori da industria di 5,5 milioni di tonnellate, in crescita di oltre il 6% su base annua.

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