18 Febbraio
imprese & mercati politiche Prezzi

Pomodoro da industria, partono le trattative per accordo nel Nord Italia

Entra nel vivo la trattativa fra produttori e industriali per la definizione del prezzo del pomodoro da industria nel Nord Italia. Lo riferisce la Coldiretti Emilia-Romagna, chiedendo chiarezza e trasparenza sulle quantità impegnate, sia da parte agricola che industriale.


Per questo nuovo contratto quadro – scrive l’organizzazione – è necessario proseguire il percorso già avviato con la programmazione della scorsa campagna, per arrivare speditamente alla firma e garantire alle aziende agricole una corretta pianificazione e una certezza sul prezzo di ritiro della materia prima da parte degli utilizzatori industriali.


Prevedere inoltre un meccanismo di incentivazione economica per i raccolti precoci e tardivi consentirebbe – a detta della Coldiretti – di programmare il periodo di trapianto delle piantine, e la successiva raccolta del prodotto, in modo omogeneo e per tutto l’arco della campagna di trasformazione, considerate anche le difficoltà riscontrate nell’annata 2020 a causa degli eventi meteorologici avversi.


“Per il futuro – dichiara il presidente regionale Nicola Bertinelli – non basterà più accordarsi solamente sulle quantità da produrre e da consegnare, ma sarà fondamentale che tutta la filiera sia allineata in un progetto di valorizzazione del pomodoro coltivato in Italia. Oggi – prosegue Bertinelli – è indispensabile avere un approccio nuovo, sfruttando appieno quelle che sono le opportunità dei Distretti del Cibo, mettendo insieme imprese, cittadini, associazioni, istituzioni e università per ottenere una migliore collaborazione sulle azioni comuni, finalizzate a organizzare, sostenere, promuovere e valorizzare l’intera filiera che produce e trasforma un prodotto di altissima qualità in un territorio ben definito”.


L’anno scorso, nel distretto del Nord Italia sono state lavorate 2,7 milioni di tonnellate di materia prima, circa il 95% di quanto contrattato a inizio campagna. Un livello più che soddisfacente – spiega l’Organizzazione interprofessionale – considerata la necessità di affrontare alcune anomalie climatiche e il perdurare delle alte temperature nei mesi estivi.

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