13 Gennaio
mutamenti climatici

Peste suina nei cinghiali: la suinicoltura trema

La peste suina africana (Psa), già presente da alcuni anni in molti Paesi del Centro-nord Europa, dal Belgio alla Germania, alla Polonia, è stata rilevata anche in Italia, tra Piemonte e Liguria, su alcuni cinghiali trovati morti.
La notizia ha suscitato grande preoccupazione nel settore suinicolo nazionale per le possibili conseguenze sugli allevamenti italiani e sull’intero comparto agroindustriale collegato.


Il problema non è tanto rappresentato dalla possibile contaminazione dei suini allevati, che anche in altri Paesi si è riusciti ad evitare, quanto dall’eventuale blocco delle esportazioni di tutti i prodotti a base di carne suina.


Per il principio di regionalizzazione nessun Paese membro dell’Unione Europea può limitare la circolazione di carni e prodotti a base di carne ottenuti dalla macellazione di suini provenienti da zone dell’Italia diverse da quelle riconosciute infette, ma per i Paesi terzi il discorso è diverso e, come precisa Assica, l’associazione degli industriali delle carni di Confindustria, qualora questi dovessero decidere di vietare l’ingresso a tutte le produzioni suine italiane il danno sarebbe di 20 milioni per ogni mese di mancate esportazioni.


«Dinanzi alle notizie del primo caso nazionale di Psa – ha detto il presidente della Commissione agricoltura della Camera, Filippo Gallinella – è il momento di agire con immediata risolutezza e abbandonando ogni indugio. Per questo invito il ministro della salute, Roberto Speranza, e il ministro per le politiche agricole, Stefano Patuanelli, a prendere in seria considerazione la proposta di nominare un commissario straordinario con pieni poteri, personale e risorse dedicate affinché possa mettere in campo, senza indugio, le azioni di contrasto necessarie alla diffusione dell’epidemia».


Il sottosegretario alle politica agricole Gian Marco Centinaio, dal canto suo, ha detto che «siamo davanti a una duplice emergenza: la minaccia della diffusione della peste suina africana e una presenza fuori controllo di fauna selvatica sul territorio nazionale. Vanno prese misure che fermino il contagio e risolvano le criticità causate dai cinghiali da tempo denunciate da allevatori e associazioni di categoria: danni al settore primario, minaccia per la sicurezza stradale e rischi sanitari».

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