6 Novembre
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Peste suina, in arrivo un decreto per contenere la diffusione dei cinghiali

Cresce l’allarme per la possibile diffusione della Peste suina africana (Psa), un pericolo di dimensioni enormi per gli allevamenti che si sta avvicinando minacciosamente al nostro Paese veicolato dalla proliferazione incontrollata dei cinghiali, il cui numero in Italia ha ormai superato abbondantemente i due milioni, con una diffusione estesa dalle campagne alle città che mette a rischio la sicurezza sulle strade e intorno alle abitazioni con un drammatico bilancio di perdite di vite umane.


L’epidemia, proveniente dai territori dell’Est europeo, ha colpito la Germania dove si è allargata dal Brandeburgo, primo Land interessato, alla Sassonia che ha recentemente segnalato il suo primo caso confermato tra i cinghiali.


E’ stato perciò accolto con favore l’annuncio del ministro alle politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova, di un decreto d’urgenza, di concerto tra Mipaaf e Ministero della salute, finalizzato a un piano di contenimento della specie.


La Peste suina africana, bisogna ricordarlo, è una malattia virale dei suidi, non trasmissibile all’uomo, che può colpire sia il maiale domestico sia il cinghiale.


Questa malattia, contro la quale non esiste oggi cura o vaccino, è estremamente grave e spesso letale per gli animali colpiti, e può essere causa di ingentissimi danni alle produzioni zootecniche suine, sia direttamente a causa della mortalità, sia indirettamente a causa delle restrizioni al commercio nazionale e internazionale di suini e prodotti derivati che la presenza dell’infezione implica.


Nel mondo attualmente più di 50 Stati sono stati colpiti dalla Psa che ha causato la perdita di oltre 7 milioni di animali solamente in Asia. La Fao, organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, e l’Oie, Organizzazione mondiale della sanità animale, hanno lanciato un’iniziativa per il controllo globale della Psa, proponendo a tutti i Paesi l’adozione di una serie di interventi mirati, come quello del controllo della presenza di cinghiali che possono veicolare il contagio.

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