4 Giugno
imprese & mercati mutamenti climatici

Pesche e nettarine, perso in Italia quasi il 30% del raccolto 2020

Meno 17% in Europa, con punte negative di quasi il 30% in Italia. Le stime sulla produzione di pesche e nettarine (percoche incluse), presentate in occasione del tradizionale appuntamento di Europêch, fissano il raccolto europeo a 3,2 milioni di tonnellate, ben sotto il potenziale dell’Ue, in un’annata, il 2020, rivelatasi negativa sotto il profilo climatico per tutti i maggiori paesi produttori.

Le alte temperature dei mesi invernali hanno compromesso l’omogeneità del carico dei frutti sulle piante, spiegano gli esperti. Ma a peggiorare la situazione sono state le gelate di fine marzo-inizio di aprile, che hanno causato danni soprattutto nelle regioni del Nord Italia, coinvolgendo anche i distretti di Aragona e Catalogna, la Valle del Rodano e la Macedonia.

Per il Cso, il Centro servizi ortofrutticoli di Ferrara, che ha elaborato le stime per l’Italia, il 2020 nel complesso sta registrando scarse produzioni per tutte le drupacee.

“Lo avevamo visto per le albicocche e lo vediamo ora per le pesche” – commenta il direttore Elisa Macchi – ricordando che ai noti problemi strutturali, confermati quest’anno dall’ulteriore perdita del 5% di superfici a pesche e nettarine, si aggiungono le difficoltà di gestione del lavoro legate all’emergenza coronavirus.

Nelle campagne italiane non si andrà quest’anno oltre 820.000 tonnellate, con un 28% in meno di produzione rispetto al 2019.

Meno grave il bilancio dei danni in Grecia, dove gli analisti si attendono poco più di 300.000 tonnellate, corrispondenti a una flessione dell’ordine del 10% su base annua.

A quota 1,1 milioni di tonnellate la Spagna, che perde il 14% dei volumi di un anno fa.

I danni da gelo si sono fatti sentire anche in Francia, dove al netto delle percoche le stime attestano il raccolto a 183.000 tonnellate, il 7% in meno rispetto al 2019.

Tornando all’Italia, a subire i maggiori danni è stata l’Emilia Romagna, dove si sono avute perdite da gelo tra il 60 e il 90%.

Per mitigare le ricadute economiche sul comparto, con un decreto d’urgenza è stato disposto di giorni scorsi l’ampliamento varietale dell’igp delle Pesche e Nettarine di Romagna.

Per Paolo Pari, presidente del Consorzio di tutela, l’inserimento di cultivar al momento non presenti nel disciplinare, ma già ben individuate e previste nel nuovo parco varietale dell’igp, permetterà di “salvare il salvabile, grazie in particolare a varietà tardive sulle quali l’accanimento del clima non è avvenuto nella fase cruciale della fioritura”.

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