4 Giugno
imprese & mercati Prezzi

Per lo zucchero prezzo in discesa libera

Per i bieticoltori europei le prospettive si fanno sempre più preoccupanti. Come non bastassero i problemi climatici che ormai da tempo mettono a rischio produttività e resa industriale della bietola, le notizie che arrivano dai mercati mondiali sono assolutamente negative.
Secondo le rilevazioni dell’Iso (International sugar organization), infatti, le quotazioni dello zucchero grezzo da febbraio ad aprile sono scese del 30%. Un livello che mette seriamente a rischio la produttività della coltura, soprattutto in Paesi come l’Italia dove la bieticoltura deve fare i conti con margini già risicati.
Ma quali sono i fattori che hanno portato al tracollo del prezzo? L’emergenza coronavirus ha certamente influito negativamente facendo diminuire sensibilmente i consumi, soprattutto quelli nei diversi canali della ristorazione, ma probabilmente non è la prima ragione.
Maggiore peso hanno avuto il calo del prezzo del petrolio e soprattutto la svalutazione della moneta brasiliana, il real, che ha reso lo zucchero del Paese sudamericano altamente competitivo. E, sempre per rimanere in Brasile, le previsioni di un ulteriore aumento della produzione, stimata in crescita di oltre il 18%, hanno ulteriormente contribuito ad affossare i prezzi.
Che il settore bieticolo europeo sia alle prese con una vera e propria crisi lo confermano anche i dati dell’import-export: secondo le ultime rilevazioni della Commissione, da inizio campagna a metà aprile le importazioni di zucchero dell’UE sono cresciute  del 25% rispetto alla scorsa stagione, mentre le esportazioni nello stesso periodo si sono ridotte  del 56%.
Secondo la Cibe, l’organizzazione dei bieticoltori europei, la gravità della situazione è tale che Bruxelles dovrebbe attivare l’articolo 222 del regolamento sull’ocm unica, relativo alle crisi di mercato. «Un terzo anno con prezzi non remunerativi per il settore della barbabietola da zucchero nell’UE − scrive l’organizzazione agricola − sarebbe catastrofico e insostenibile, soprattutto per i bieticoltori.

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