3 Settembre
Coronavirus imprese & mercati mutamenti climatici

Non c’è pace per le pere italiane

Lo scorso anno la cimice asiatica che ha quasi dimezzato la produzione di pere con danni stimati a oltre 600 milioni di euro; quest’anno i danni provocati dalle gelate primaverili e poi quelli del colpo di fuoco batterico; infine la maculatura bruna, che potrebbe dare il colpo di grazia a questa coltura. Non c’è pace per la pericoltura.


Nei giorni scorsi l’OI pera, l’organismo interprofessionale del settore, ha lanciato l’allarme: «dopo una stagione devastante come quella 2019 era vitale una nuova campagna che potesse dare un po’ di respiro ai produttori e invece purtroppo siamo di nuovo costretti a registrare una situazione sempre più preoccupante».


La produzione totale molto probabilmente è quella stimata in fase di previsione – rileva l’OI – ma molte, troppe avversità stanno creando problemi qualitativi soprattutto sull’Abate Fétél, tali da indurre a ritenere che il prodotto di buona qualità sarà anche quest’anno molto contenuto. Il gelo di fine marzo/inizio aprile ha creato grossi problemi qualitativi di cinghiatura e rugginosità; lo sviluppo dei frutti, che fino a qualche mese fa sembrava buono, oggi risulta ostacolato dalle elevate temperature, ma sono soprattutto i frequenti ed enormi attacchi fungini – maculatura bruna e calicina – che stanno mettendo a rischio gran parte della produzione, elevandone peraltro i costi di produzione.


«Ormai da anni – dichiara Gianni Amidei, presidente dell’OI pera – a fronte di sempre maggiori problemi fitosanitari, dovuti anche ai cambiamenti climatici e a nuovi organismi nocivi, è in atto una diminuzione costante della disponibilità di molecole autorizzate ed efficaci per contrastarli. Senza le necessarie e valide alternative è indispensabile richiedere la deroga all’utilizzo di alcune di queste sostanze».


Intanto Apo Conerpo, l’Organizzazione di produttori che riunisce oltre 6.000 aziende agricole e 51 cooperative del settore ortofrutticolo, ha progettato e avviato il Fondo mutualistico CMC 2020, destinato a sostenere i frutticoltori colpiti dalla cimice asiatica garantendo risorse importanti a cui i produttori potranno attingere senza alcun costo per i prossimi tre anni.

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