L’accordo sull’agricoltura si blocca alla COP22
La ventiduesima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite (COP22), svoltasi a Marrakech lo scorso novembre, ha affrontato anche il tema del duplice ruolo che l’agricoltura riveste nei confronti dei cambiamenti climatici.
L’attività agricola, infatti, è allo stesso tempo problema e soluzione. Problema perché un quarto delle emissioni mondiali di gas a effetto serra, responsabili del riscaldamento globale, è dovuto all’agricoltura. Soluzione perché il suolo agricolo permette di stoccare il carbonio e dunque di attenuare il riscaldamento climatico.
Il tema è stato effettivamente discusso nel corso dei lavori della Conferenza, ma sul piano delle azioni da mettere in atto per ridurre le emissioni provocate dall’attività agricola sono emerse inconciliabili divergenze tra i Paesi in via di sviluppo e quelli sviluppati che hanno portato a rinviare la questione alla prossima sessione, che si terrà a Bonn il prossimo maggio 2017.
I Paesi sviluppati avrebbero voluto un accordo che menzionasse esplicitamente il termine “attenuazione” con riferimento alle emissioni di gas serra, ma hanno incontrato l’opposizione dei Paesi del Sud (G77).
A bloccare l’accordo sono stati Paesi (come Argentina, India, Brasile) la cui economia è basata su un’agricoltura intensiva e di esportazione. Per tali Stati una riduzione delle emissioni significherebbe rimettere in discussione il proprio modello agricolo, fondato su grandi monoculture e massiccio impiego di prodotti chimici.
(© Osservatorio AGR)