24 Settembre
Coronavirus imprese & mercati

Il Covid spinge la vendita diretta

Con l’emergenza Covid-19 aumentano del 5% le imprese agricole che fanno vendita diretta, passate dal 17% del 2019 al 21,7% del 2020, quota di poco inferiore a quella dell’intermediazione commerciale. Cresce quindi anche il fatturato di questo canale che si stima possa chiudere il 2020 con oltre 6,5 miliardi di euro.


Sono questi i risultati più interessanti della consueta indagine sulle aziende del settore primario realizzata dall’Ismea su un campione rappresentativo.
Si evidenzia quindi come il lockdown abbia stimolato molte realtà a individuare nuove soluzioni per superare le difficoltà logistiche e organizzative dei canali tradizionali. Un fenomeno, quello della vendita diretta, che va letto anche come segnale dell’orientamento verso una filiera agroalimentare più corta e sostenibile.


Il rapporto Ismea rileva che gli imprenditori che hanno scelto di vendere direttamente destina mediamente l’82% della produzione aziendale, contro una percentuale del 73,1% lo scorso anno, con un aumento del 9%.


Tutto questo farà sì che nel 2020 la vendita diretta diventerà il terzo canale scelto dagli agricoltori, dopo il conferimento a cooperative, consorzi e Op (Organizzazione dei produttori) indicato dal 39% e la vendita a grossisti e intermediari commerciali (25%).


Molto eterogenea è poi la scelta dei canali di sbocco dei prodotti, dove olio e ortaggi sono i settori in cui è maggiormente diffusa la vendita diretta, con una quota rispettivamente del 67% e del 37%. Altro fattore messo in evidenza dall’Ismea è che il 40% delle imprese che vendono direttamente al consumatore finale sono certificate biologiche.


Le aziende del Mezzogiorno, infine, sono più orientate verso questo canale con una quota del 26,5% di quelle complessivamente intervistate in quest’area, contro il 18,8% del Centro-Nord.


Ismea rileva anche un altro fatto: la scelta del canale di commercializzazione risulta stabile tra gli agricoltori italiani: il 93,6% degli intervistati non prevede di avvalersi di nuovi canali di sbocco. Tuttavia, nel 2020, tra i pochi imprenditori orientati al cambiamento, la vendita diretta è lo sbocco preferito; tale preferenza, invece, non si ravvisava nei risultati dell’anno precedente: pochissimi imprenditori avevano manifestato l’intenzione di ampliare i loro canali di commercializzazione con la vendita diretta nel corso dell’anno successivo.

Cattolica Assicurazioni Soc. Coop.

codice fiscale/partita Iva 00320160237

Disclaimer IP | Privacy e Cookie policy