4 Aprile
politiche

De Castro: «Guerra dazi con USA senza senso, TTIP è la soluzione»

«La soluzione alle preoccupazioni degli USA sulle esportazioni di carni verso l’UE faceva parte dei negoziati per creare la Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), ora congelati per volontà americana e non dell’Unione europea. Quindi, se Donald Trump vuole trovare una soluzione, dovrebbe riaprire il negoziato e discutere con la UE, visto che una guerra commerciale non avrebbe senso e danneggerebbe tutti, poiché tra le due sponde dell’Atlantico passa un terzo del commercio mondiale».

 

Così si esprime Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione Agricoltura e membro della Delegazione per le relazioni UE-USA del Parlamento europeo, sulla vicenda riportata alla ribalta dal Wall Street Journal, che ventila la possibilità che Washington imponga dazi fino al 100% su una serie di prodotti “iconici” europei, come la Vespa italiana e il formaggio Roquefort francese. La misura costituirebbe una rappresaglia per il mancato funzionamento, agli occhi degli USA, del memorandum di intesa, siglato nel 2009, che fece seguito alla “guerra” sulla carne derivante da animali trattati con ormoni, carne che l’Unione europea, legalmente, non importa.

 

«Il contenzioso sulla carne agli ormoni su cui gli americani si sentono ingiustamente colpiti», spiega De Castro, «in realtà era già stato vinto alla WTO (World Trade Organisation, l’Organizzazione mondiale del commercio) da parte dell’UE. Per cui noi oggi possiamo legalmente dire no alla carne agli ormoni, dopo avere vinto un arbitrato in sede WTO. Poi, le preoccupazioni di Washington sono legittime e ce ne eravamo occupati, perché gli USA non sono riusciti a godere di quel contingente che l’Europa aveva dato loro, di carne di alta qualità».

 

«Ciò è accaduto perché», prosegue De Castro, «il sistema con cui era stato attribuito agli USA quel contingente in realtà alla fine ha favorito altri Paesi, come Brasile e Australia. Quindi gli USA hanno visto ridurre, anziché aumentare, quel poco di carne che esportano nell’UE: la quantità è limitata ad un contingente di alta qualità, la cosiddetta quota Hilton, che è una frazione veramente minima delle importazioni europee».

 

Ciò detto, continua l’europarlamentare, «è evidente che la soluzione a queste controversie era il TTIP, il negoziato transatlantico: lì volevamo conciliare da una parte le richieste europee, con le protezioni geografiche, le protezioni sanitarie, e dall’altra parte la richiesta USA di un contingente di carne. Ora, quell’accordo è stato congelato da parte degli americani, non da parte nostra».

 

Pertanto, aggiunge De Castro, «se Donald Trump vuole risolvere i problemi, dobbiamo riaprire il negoziato e discuterne da amici e da partner. Non dimentichiamo che tra USA ed Europa passa un terzo del commercio mondiale: credo sia abbastanza curioso questo atteggiamento dell’amministrazione Trump, visto che l’interscambio USA-UE ogni giorno dell’anno vede 2 miliardi tra import ed export tra le due parti. Si tratta di una dimensione enorme e non credo che una guerra di dazi serva né agli USA né all’Ue».

 

(© Osservatorio AGR)

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