28 Gennaio
imprese & mercati mutamenti climatici

Crisi clementine: prezzi in picchiata, persi 70 milioni di euro

Una crisi che affonda le sue radici nei problemi storici, legati all’eccessiva frammentazione della struttura produttiva, a cui si aggiungono fattori di ordine congiunturale e difficoltà sul piano meteo-climatico.


La campagna commerciale delle clementine, giunta ormai alle battute finali, ha lasciato in profondo rosso i conti delle aziende agricole del settore.
La siccità dei mesi estivi, che oltre al polo produttivo calabrese, in cui si concentra il grosso degli impianti, ha colpito altre aree del Mezzogiorno, ha ostacolato lo sviluppo dei frutti, determinando uno sbilanciamento dell’offerta sui calibri medio-piccoli.


Ancora il fattore clima, caratterizzato da temperature ben oltre la media nel periodo autunnale, ha tenuto a freno i consumi nella fase di maggiore vivacità del mercato, mentre le piogge, abbattutesi con notevole intensità tra novembre e dicembre, hanno condizionato la qualità dei prodotti, determinando – secondo le stime della Confagricoltura – una quota di scarti tra il 50 il 60%, oltre a gravi problemi di conservazione.


A tutto questo, si sono aggiunte le ricadute dell’emergenza Covid, che non ha certo favorito il collocamento, condizionato dalla logistica, ripercuotendosi inoltre sulla domanda finale e limitando i potenziali di vendita in alcuni canali, compresi i mercati rionali.


Per l’organizzazione agricola, che parla espressamente di “crisi nera”, la perdita ha superato i 70 milioni di euro su un valore totale della produzione indicato in oltre 170 milioni.


D’altro canto, le quotazioni alla prima fase di scambio hanno subìto a dicembre una contrazione del 35%, portandosi sotto la soglia dei 30 centesimi al chilo, un livello inferiore di quasi il 40% alla media del dicembre 2019.


La situazione ha spinto la Regione Calabria a deliberare lo stato di crisi, provvedimento necessario ad attivare le procedure per gli interventi di sostegno straordinario al settore. Confagricoltura lancia anche la proposta degli sgravi contributivi e previdenziali, sulla falsariga di quanto adottato con il decreto legge Rilancio. Una misura che potrebbe dare una boccata d’ossigeno alle aziende, alleggerendo il peso dei costi almeno per un semestre.

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