9 Aprile
Coronavirus imprese & mercati

Covid: anche il vino in sofferenza

Il mondo del vino italiano è alle prese, come del resto tutti i settori produttivi, con le conseguenze dell’emergenza coronavirus. L’azzeramento delle vendite in bar, ristoranti e agriturismi, nonché le difficoltà nell’export, fanno anche temere una abnorme crescita delle giacenze.
Attualmente, secondo l’ultimo report Cantine Italia reso noto dal Mipaaf il 7 aprile scorso, oltre 54 milioni di ettolitri di vino e 5,9 milioni di ettolitri di mosti sono in giacenza negli stabilimenti enologici italiani alla data del 31 marzo, una quantità leggermente inferiore rispetto alla stessa data dello scorso anno.
Nel dettaglio, oltre il 57% del vino in Italia è fisicamente detenuto nelle regioni del Nord. In Veneto è presente quasi il doppio del vino di Puglia e Sicilia messe assieme. I vini da tavola costituiscono circa il 20% del totale (11,2 milioni di elettroliti). Solo 10 denominazioni costituiscono il 40,8% del totale dei vini a DO presenti; le prime 20 denominazioni rappresentano oltre la metà del totale delle DO (57,0%).
Per evitare che con la prossima vendemmia la situazione peggiori ulteriormente si stanno studiando interventi di emergenza e la Cia-Agricoltori italiani del Piemonte ha elaborato alcune proposte sugli strumenti da adottare a salvaguardia delle aziende. Nel dettaglio, l’Organizzazione chiede:

  • un aumento dal 15 al 30% dei «tagli migliorativi»;
  • vendemmia verde facoltativa per alleggerire la produzione 2020;
  • distillazione facoltativa adottata in bassa percentuale e anche per piccole quantità;
  • possibilità di utilizzare le misure dell’ocm investimenti per materiali e attrezzature per aumentare lo stoccaggio di piccole e medie imprese, anche al fine di trattenere la mancata vendita del vino;
  • lavorare su accordi commerciali e promozione;
  • strumenti come cambiali agrarie o mutui a conduzione;
  • utilizzare gli strumenti che i consorzi hanno all’interno dei propri disciplinari, come la riserva vendemmiale, a cui possono accedere per calmierare questo periodo e combattere le conseguenze della crisi.

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