28 Gennaio
imprese & mercati politiche

Cereali, con “Granaio Italia” scatta l’obbligo di monitoraggio degli stock

La recente legge di bilancio 2021 ha istituito il cosiddetto “Granaio Italia”, ovvero il registro telematico di carico e scarico di cereali e farine nell’ambito del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian), che mette sotto la lente tutte le transazioni di prodotti nazionali ed esteri superiori alla soglia delle 5 tonnellate annue.


L’obiettivo dell’iniziativa è tracciare i quantitativi di frumento, mais e altri cereali in mano a stoccatori, produttori e trasformatori per consentire una migliore comprensione dei mercati e dell’andamento dei prezzi.


Le operazioni dovranno essere registrate entro sette giorni lavorativi. Sarà un decreto del Ministero delle politiche agricole, da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio, a stabilire le modalità applicative del registro, per la cui attivazione è stato stanziato l’importo di un milione di euro per il 2021.


Secondo i promotori della norma, oltre a favorire la conoscenza del mercato, il registro punta a dare certezza ai consumatori, migliorando la conoscenza dei prodotti 100% italiani come pasta, pane, prodotti da forno e sfarinati.


Di tutt’altro avviso sono le associazioni che rappresentano l’industria italiana della prima trasformazione e del commercio dei cereali (Anacer, Assalzoo, Assitol e Italmopa) che nei giorni scorsi hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con l’interim del Ministero delle politiche agricole, e al sottosegretario Giuseppe L’Abbate, nella quale si afferma che il registro di carico e scarico è una misura di difficile applicazione e di scarsa utilità, per le aziende del settore e per i consumatori.


Nello specifico le associazioni lamentano che questo strumento si pone in palese contrasto con la riconosciuta necessità di una maggiore semplificazione e introduce una nuova, duplice incombenza, particolarmente onerosa sotto il profilo economico e amministrativo, ma anche assolutamente priva di un qualsiasi concreto beneficio per il consumatore.


“Non possiamo pertanto che augurarci – concludono le associazioni – che sia previsto un contributo correttivo nella definizione delle modalità di applicazione della norma contenute nel decreto attuativo che dovrebbe essere emanato dal Ministero entro l’inizio del mese di marzo”.

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