8 Ottobre
imprese & mercati politiche

Biologico, la crescita continua

Uno degli obiettivi posti dalla Commissione Ue con la strategia “From farm to fork” nell’ambito del New Green Deal, è che il biologico arrivi a rappresentare almeno il 25% della superficie agricola europea entro i prossimi dieci anni.

Un traguardo sicuramente ambizioso, che la Commissione lega a un altro tema fondamentale, ovvero la relazione fra consumo alimentare e salute pubblica. Secondo la Commissione infatti “gli attuali modelli di consumo alimentare sono insostenibili sia dal punto di vista della salute sia dal punto di vista ambientale” e occorre pertanto cambiare l’approccio al cibo, considerando il consumo di alimenti in relazione ai suoi effetti sulla salute umana e sull’ambiente.


Ebbene, sul piano produttivo l’Italia è il primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico: nel 2019 secondo i più recenti dati forniti dal Sinab, il Sistema di informazione nazionale sull’agricoltura biologica, sono stati oltre 80.000 gli operatori coinvolti (+2%) mentre anche le superfici coltivate sono arrivate a sfiorare 2 milioni di ettari (+2%).


L’incidenza della superficie biologica nel nostro Paese ha raggiunto nel 2019 il 15,8% della superficie agricola utilizzata (SAU) e questo posiziona l’Italia di gran lunga al di sopra della media UE, che nel 2018 si attestava all’8%, e a quella dei principali Paesi produttori come Spagna (10,1%), Germania (9,07%) e Francia (8,06%).

Anche il mercato da tempo mostra una crescente attenzione e fiducia verso i prodotti biologici, il cui valore di acquisto in Italia è cresciuto, nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, del 4,4%, rispetto al +4,1% della spesa agroalimentare complessiva.


La grande distribuzione organizzata (Gdo) è sempre più protagonista delle vendite di prodotti bio sul totale, soprattutto nelle Regioni del Nord e del Centro.


Nel sistema di vendita dei prodotti biologici in Italia, chi guadagna in fatturato sono soprattutto i discount (+10,7%, primo semestre 2020 su stesso periodo 2019), molto meno la Gdo convenzionale (+4,1%) e ancor meno i negozi tradizionali (+3,3%). Ma la Gdo convenzionale rappresenta complessivamente il 66,7% del valore delle vendite bio, mentre i discount, seppure in crescita, si attestano al 9% e i negozi tradizionali al 24,4%.

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