24 Settembre

Zucchero, Ue rischia deficit per siccità e attacchi parassitari ai raccolti

Produzione 2020 stimata in flessione del 5%. I bieticoltori francesi denunciano le difficoltà di coltivazione senza l’utilizzo dei neonicotinoidi. Male anche in Germania, mentre è positivo il bilancio in Italia.

 

Si prefigura un’annata negativa in Europa per la produzione di zucchero, dopo i pesanti attacchi parassitari e l’eccezionale ondata di secca nelle campagne del Vecchio continente.

 

Una previsione – osservano gli analisti – che metterebbe i Ventisette nell’inusuale condizione di importatori netti, in un contesto di debolezza associato alla fragilità dell’industria saccarifera europea.

 

Nell’Ue, considerando anche il dato del Regno Unito, si stima quest’anno una produzione di zucchero raffinato attorno ai 16,1 milioni di tonnellate, che si rapporta ai circa 17 milioni rubricati nel 2019, con una flessione di oltre il 5%.

 

Sul bilancio produttivo di questa stagione pesa soprattutto l’esito deludente dei raccolti in Francia, principale produttore europeo. A giudizio della Cgb, l’organizzazione dei bieticoltori d’Oltralpe, è prevedibile un calo dei rendimenti medi del 15% rispetto al dato storico quinquennale, un fenomeno conseguente alla scarsa efficacia dei trattamenti contro le infestazioni parassitarie.

 

L’effetto combinato di una riduzione delle superfici seminate e di un calo di resa porta a stimare il raccolto 2020 di barbabietola da zucchero, impiegato anche nelle bioraffinerie per la produzione di etanolo, a 31,7 milioni di tonnellate, dai 38,6 milioni del 2019. Un risultato che dovrebbe tradursi, considerando i coefficienti di trasformazione industriali, in una contrazione del 16% circa della produzione francese di zucchero raffinato, valutata a 4,1 milioni di tonnellate, dai 4,9 milioni dell’anno scorso.

 

Per trovare in campagna rendimenti più bassi bisogna risalire la serie storica fino al 2013, osservano gli analisti. Un aspetto non secondario dal momento che la minore produzione, a costi invariati, comporterà una perdita di capacità sul piano competitivo, mettendo a rischio la redditività delle aziende.

 

I conti, seppure sommari, portano a valutare la perdita per l’industria saccarifera francese nell’intorno dei 170 milioni di euro. Dure critiche sono state mosse, nei giorni scorsi, dalle rappresentanze agricole, che denunciano le difficoltà di coltivazione senza l’utilizzo dei neonicotinoidi, banditi da Bruxelles per gli effetti dannosi sulle api.

 

A fronte delle numerose proteste, il Ministero dell’Agricoltura francese ha ufficializzato nei giorni scorsi l’intenzione di introdurre una deroga, nell’uso di questa classe di insetticidi, limitata alla coltivazione della barbabietola da zucchero, nell’esplicito tentativo di incoraggiare gli agricoltori a non abbandonare la coltura ritenuta strategica anche per i livelli occupazionali coinvolti.

 

Il divieto di impiego dei neonicotinoidi ha avuto un impatto meno negativo in Germania, dove i bieticoltori lamentano però le perdite di resa causate dalla siccità.

 

Secondo l’associazione industriale Wvz la produzione tedesca di zucchero raffinato, nella stagione 2020/21, dovrebbe scendere sui 4,12 milioni di tonnellate, dai 4,23 milioni della scorsa campagna.

 

Tra i big, in controtendenza è solo la Polonia, dove le stime preannunciano un output di 2,2 milioni di tonnellate, in crescita rispetto ai 2 milioni del 2019/20.

 

Quanto all’Italia, che nel contesto europeo non muove gli stessi volumi dei grandi competitor, le indicazioni sul raccolto di barbabietola da zucchero sono positive.

 

Con 27.000 ettari coltivati nel 2020, di cui 1.700 a biologico, si stimano quest’anno valori produttivi medi superiori a 10 tonnellate/ettaro di saccarosio.

 

L’Associazione nazionale bieticoltori annuncia un’ottima annata, con un valore della produzione vendibile stimata in oltre 2.800 euro per ettaro.

 

A livello mondiale, le ultime stime del Dipartimento Usa dell’agricoltura (Usda) fissano il dato produttivo 2020/21 attorno ai 188 milioni di tonnellate di zucchero, in crescita di 21,8 milioni rispetto al dato della scorsa campagna (+13%).

 

Si avranno aumenti in Brasile, in previsione di 40 milioni di tonnellate, per lo switch zucchero-etanolo a favore del dolcificante, ma incrementi significativi sono attesi anche in India e Thailandia.

 

In crescita dai 3 ai 4 punti percentuali anche i consumi globali, valutati dall’Usda attorno ai 177 milioni di tonnellate.

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