3 Settembre

Ortofrutta, cresce il fatturato estero di Spagna e Italia

Per Madrid il primo semestre si è chiuso con un 9,5% di aumento dell’export. Avanti tutta anche per l’Italia (+7,8% fino a maggio), ma entrambi i Paesi accusano una flessione delle spedizioni in termini quantitativi.

 

Nonostante i momenti di difficoltà iniziali, con il blocco delle merci alle frontiere sia dell’Austria che di alcuni Paesi dell’Est europeo, in piena emergenza Coronavirus, l’export di ortofrutta italiana ha ripreso vigore. La performance è ampiamente positiva nella dinamica dei fatturati, seppure a fronte di un calo delle spedizioni fisiche. Meglio dell’Italia sta facendo però la Spagna, che oltre confine cresce a un passo ancora più sostenuto in termini valutari e cede nei volumi qualche punto percentuale in meno dell’Italia.

 

Vediamo i numeri, che Madrid aggiorna al primo semestre 2020, ma che in Italia sono fermi al cumulato dei primi cinque mesi dell’anno.

 

Secondo Fepex, la Federazione degli esportatori e importatori spagnoli di prodotti ortofrutticoli, che ha elaborato i dati delle Dogane a tutto il mese di giugno, l’export ha messo a segno una crescita del 9,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, generando un incasso di oltre 8 miliardi e mezzo di euro. Tra frutta e ortaggi la Spagna a inviato all’estero un quantitativo di 7,2 milioni di tonnellate, corrispondenti a un 3,5% in meno rispetto al primo semestre del 2019.

 

Particolarmente brillante la performance del comparto frutticolo, che con le vendite all’estero ha generato un introito di 4,8 miliardi di euro, in crescita del 13%, movimentando 3,8 milioni di tonnellate di merce (-5%). Determinanti, al riguardo, i progressi di pesche e nettarine, con incassi da export superiori di oltre il 30% ai livelli dell’anno scorso, mentre gli ortaggi, che hanno messo in moto un giro d’affari di 3,7 miliardi di euro, sono cresciuti di un più modesto 5,5%, limitando però la caduta dei volumi all’1,3% (le spedizioni hanno riguardato un quantitativo totale di 3,3 milioni di tonnellate).

 

Per Fepex, le statistiche di questo primo semestre mostrano nel complesso un risultato positivo, ma riflettono situazioni disomogenee, con battute d’arresto per prodotti di rilievo come i frutti rossi. A preoccupare la federazione sono i dati di maggio e giugno, che certificano forti riduzioni dei volumi esportati, rispettivamente del 15 e dell’11% su base annua, e una crescita dei valori molto più attenuata rispetto ai mesi precedenti. Il 5% di aumento registrato a maggio e il più 1% di giugno si confrontano con tassi di crescita annui compresi tra il 10 e il 14% osservati nei mesi da gennaio ad aprile.

 

Evidenze – spiegano gli esperti – che segnalano l’esigenza di migliorare la competitività sui mercati internazionali e di accrescere la diversificazione degli sbocchi commerciali, in un contesto peraltro già di forte incertezza per Brexit, con il Regno Unito che ad oggi è ancora il terzo mercato per le esportazioni di frutta e ortaggi spagnoli.

 

Quanto all’Italia, l’evoluzione della bilancia ortofrutticola nazionale, sintetizzata dai dati Istat elaborati da Fruitimprese, l’associazione che riunisce gli operatori del trade del settore, restituisce nel bilancio dei primi cinque mesi del 2020 un andamento perfettamente speculare nei volumi e nei valori, con una crescita dell’export del 7,8% in valuta (poco più di 2 miliardi di introiti), rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e un’analoga variazione, ma di segno negativo, dei flussi fisici (1,4 milioni di tonnellate scarsi).

 

Con quasi 840 milioni di euro, il fatturato degli ortaggi ha mostrato una crescita più accelerata (+8,6%) rispetto a quello della frutta fresca (+2,7%), che ha invece totalizzato 776 milioni. I maggiori progressi, in entrambi i casi a due cifre, si registrano tuttavia per agrumi e frutta secca, seppure per importi più modesti.

 

In termini quantitativi, i dati di dettaglio segnalano riduzioni su tutta la linea, con un picco del meno 14,1% per la frutta fresca. L’unica eccezione è quella degli agrumi, il cui export è cresciuto anche nei volumi di circa 2 punti percentuali.

 

Da evidenziare che sul versante delle importazioni si è riscontrato nel complesso in Italia un aumento del 3,5% in quantità (quasi 1,7 milioni di tonnellate) e del 6,6% in valore, per un esborso ammontato ad oltre 1,8 miliardi di euro a tutto il mese di maggio.

 

Analogamente, i dati Fepex indicano in Spagna incrementi delle importazioni del 4,8% a volume e dell’8,9% in valuta, con livelli simili a quelli italiani, rispettivamente di 1,8 milioni di tonnellate e di 1,7 miliardi di euro.

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