30 Settembre

Il caro-gas frena la produzione di fertilizzanti

Confagricoltura: serve un’iniziativa europea per evitare un ulteriore aumento dei prezzi. A rischio i prossimi raccolti nelle campagne italiane.

 

Con i prezzi del gas alle stelle c’è un rischio contagio che andrà in qualche modo gestito per evitare una deriva nei conti delle aziende agricole italiane.

 

È questo in sintesi il contenuto del messaggio lanciato dal mondo imprenditoriale agricolo, che teme adesso un pericoloso effetto a cascata sui prezzi di acquisto dei fertilizzanti, strettamente correlati alle materie prime energetiche.

 

Per Confagricoltura, serve un’iniziativa a livello europeo per fronteggiare una situazione che non sarà di breve durata, a causa dello straordinario aumento del prezzo del gas.

 

In questi ultimi giorni – spiega l’organizzazione agricola – si sono registrati preoccupanti annunci di tagli all’attività da parte delle principali imprese produttrici di fertilizzanti.

 

Alla chiusura di alcuni stabilimenti nel Regno Unito, dove la situazione è più grave che nel resto d’Europa per un problema anche di strozzature logistiche, si è aggiunto l’annuncio del taglio del 40% della produzione da parte di uno dei principali produttori mondiali di ammoniaca, impiegata nella preparazione dei fertilizzanti.

 

“L’ulteriore aumento dei prezzi dei fertilizzanti – ammonisce Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura – o addirittura una prolungata carenza, porterebbe fuori controllo la situazione sotto il profilo economico e produttivo, con possibili ripercussioni sociali nei Paesi meno avanzati, dove la spesa per l’alimentazione ha un’incidenza elevata sul costo della vita”.

 

La soluzione potrebbe essere quella degli acquisti centralizzati da parte dell’Unione Europea. Una misura straordinaria che, oltre a favorire la stabilità dei prezzi, in un mercato in questa fase molto volatile, offrirebbe garanzie di approvvigionamento a prezzi non speculativi, assicurando alle aziende utilizzatrici forniture adeguate ai fabbisogni e a costi calmierati per uno dei principali fattori di produzione del settore primario.

 

Sul mercato del gas l’impennata della domanda asiatica, seguita da una richiesta altrettanto sostenuta in altre aree del globo, spiega i rincari che in pochi mesi hanno portato ad aumenti a tripla cifra della bolletta energetica.

 

Un problema che si riscontra soprattutto sul circuito del Gnl, il gas naturale liquefatto trasportato via mare in navi cisterna ed esportato soprattutto da Usa, Qatar e Russia, di cui i paesi asiatici sono i principali compratori.

 

Riduzioni, rispetto ai normali flussi, si sono avute quest’estate anche nelle pipeline che collegano la Russia all’Europa nord-occidentale, fenomeno che alcuni osservatori hanno attribuito a un boicottaggio di Mosca per velocizzare l’autorizzazione del controverso gasdotto Nord Stream 2 che collega la Russia alla Germania attraverso il Baltico.

 

C’è anche un problema di scorte dietro ai maxi rincari del gas, che stanno mettendo sotto pressione i prezzi dei fertilizzanti.

 

Le giacenze in Italia, ma anche in Francia e Germania, sono al 20% dei consumi annuali, ma in Regno Unito il rapporto tra stock e impieghi è sceso molto rapidamente, precipitando sotto il 6%.

 

Sui mercati internazionali il prezzo del gas russo in un solo anno è aumentato di oltre cinque volte, toccando il massimo dal dicembre del 2008. Per l’urea il livello attuale dei prezzi, decisamente elevato se confrontato con la media storica, non si vedeva da nove anni. Rispetto ad agosto 2020 la quotazione spot ha fatto segnare un aumento dell’80%, ma in soli tre mesi, da giugno ad agosto, si sono avuti rincari di oltre il 30% e se l’offerta scarseggia il rally potrebbe proseguire.

 

Oltre al caro-fertilizzanti, le filiere alimentari, soprattutto oltre Manica, stanno accusando le ricadute di una forte carenza di anidride carbonica, un sottoprodotto della fabbricazione industriale dell’ammoniaca. L’anidride carbonica è largamente impiegata nella filiera delle carni e nella produzione di bevande gassate, oltre che per la conservazione dei cibi in atmosfera controllata.

 

Le carenze nelle forniture di fertilizzanti e i forti rincari a spese delle aziende agricole, comporteranno un inevitabile inasprimento dei costi di produzione e un probabile aumento dei prezzi dei prossimi raccolti.

 

Una rincorsa, partita dal comparto energetico e dal petrolio, che ha già alzato il costo della vita, spingendo al 2% l’inflazione di agosto in Italia e al 3% quella dell’Eurozona.

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