24 Febbraio
mutamenti climatici

Allarme carestia nell’Africa Orientale: a rischio 17 milioni di persone

La persistente siccità che sta colpendo l’Africa Orientale ha drasticamente ridotto i raccolti e spinto i prezzi di cereali e altri alimenti di base a livelli insolitamente elevati, comportando seri rischi per gli agricoltori e i pastori nella regione. È l’allarme lanciato dalla Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, che ha comunicato che sui mercati locali i prezzi di mais, sorgo e altri cereali hanno raggiunto livelli record in alcune aree dell’Etiopia, del Kenya, della Somalia, dell’Uganda, della Tanzania e del Sud Sudan. In questo Paese la situazione risulta particolarmente drammatica: il Governo e la Fao hanno ufficialmente dichiarato lo stato di carestia in due regioni, nelle quali 100mila persone rischiano di morire di fame. Ma i problemi di insicurezza alimentare riguardano almeno la metà della popolazione sud-sudanese, vale a dire 5 milioni di abitanti.

 

La carestia sta flagellando l’intero Corno d’Africa e, secondo l’agenzia Onu, potrebbe raggiungere più di 17 milioni di uomini, donne e bambini, tra Gibuti, Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan e i limitrofi Uganda e Kenya.

 

«L’entità della situazione richiede un’azione comune immediata e il coordinamento a livello nazionale e regionale», ha dichiarato il vicedirettore generale, per gli eventi climatici e naturali della FAO, Maria Helena Semedo, «non possiamo aspettare che si ripeta un disastro come la carestia del 2011», quando nella sola Somalia morirono 260mila persone, tra cui 133mila bambini.

 

I ripetuti episodi di siccità hanno portato a raccolti scarsi ed epidemie, al deterioramento dell’acqua e a condizioni di pascolo impraticabili, con il risultato di migliaia di animali morti. La persistente assenza di piogge è legata a fenomeni naturali come la Niña ed el Niño, i cui effetti sono tuttavia esacerbati dai mutamenti climatici.

 

«L’insicurezza e gli shock economici influenzano le persone più vulnerabili», ha avvertito Bukar Tijani, vice Direttore Generale Fao e rappresentante regionale per l’Africa, «la situazione si sta rapidamente deteriorando e il numero di persone che hanno bisogno di mezzi di sussistenza e di assistenza umanitaria è destinato ad aumentare». La persistente siccità, sottolinea Tijani, ha un significativo impatto negativo, oltre che sulla sicurezza alimentare e la nutrizione delle comunità rurali, sui mezzi di sostentamento, con la conseguenza che milioni di persone fuggono dai luoghi in cui risiedono.

 

Nel 2016, i rifugiati e i richiedenti asilo sono aumentati di oltre 3 milioni rispetto all’anno precedente.

 

(© Osservatorio AGR)

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