21 Marzo
imprese & mercati

Vino, Italia in ritardo nelle vendite online

Le esportazioni di vino italiano avanzano, mettendo a segno un altro primato, ma meno di quanto rilevato in passato. L’anno scorso, secondo i dati dell’Osservatorio del vino Ismea-Uiv, l’export enologico tricolore è cresciuto del 3,3%, totalizzando 6,2 miliardi di euro, ma cedendo l’8% in volume.

 

I vini francesi, invece, oltre confine hanno messo a segno un progresso di circa il 3, con un incasso che negli ultimi dodici mesi ha raggiunto quota 9,3 miliardi.

 

Certamente non aiuta il vino italiano la scarsa propensione delle nostre aziende vitivinicole a investire nel commercio online, dove prevalgono soprattutto i nostri concorrenti francesi e spagnoli.

 

Nel 2017 le bottiglie transitate sul web hanno raggiunto in Francia il 10% dei flussi totali; la Spagna è all’8% e al 5% la quota e-commerce dei vini tedeschi (in Regno Unito si arriva attorno al 12%), mentre l’Italia resta a parecchie spanne di distanza con appena il 2% di vendite online nel reparto enologico.

 

Se questo divario venisse appianato, per le cantine italiane si aprirebbero maggiori opportunità anche per le vendite all’estero. Stimare quanto possa influire sull’export di vini italiani il ritardo digitale è impresa ardua, ma indubbiamente quello enologico è un comparto che ben si adatta alle vendite online, non presentando gli stessi problemi di altri prodotti agroalimentari, a iniziare dall’esigenza di assicurare consegne rapide, ma soprattutto godendo di un «plus» di conoscenza e notorietà sui mercati esteri.

 

La consapevolezza, da parte delle aziende italiane, delle potenzialità dell’e-commerce come strumento di vendita all’estero è abbastanza diffusa – sostengono gli esperti – ma mancano ancora iniziative di aggregazione e coordinamento per valorizzare l’export digitale in specifici mercati e superare le complessità operative e logistiche.

 

Al momento l’online, che realizza oltre metà del volume d’affari attraverso i siti web aziendali, favorisce i vini di alta gamma e in generale le denominazioni e le regioni più note, con il primato che va alla Toscana, seguita da Piemonte, Veneto e Lazio.

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