16 Aprile
Coronavirus imprese & mercati

Vendita diretta e multifunzione in agricoltura affondate dal virus

Se è vero che l’agricoltura nel suo complesso sta garantendo anche in queste settimane di emergenza la fornitura di prodotti alimentari agli italiani, bisogna pure sottolineare che per molte piccole aziende, quelle che più si affidano alle cosiddette «attività connesse» (servizi agrituristici, didattici e sociali, vendita diretta dei prodotti propri), il lockdown ha azzerato questa importante fonte di reddito.
Quello delle attività connesse è per l’agricoltura italiana un settore tutt’altro che marginale: vale infatti (Eurostat 2019) 9,8 miliardi di euro, pari al 17% del settore agricolo (56,6 miliardi). Per l’Italia, rispetto ai principali Paesi agricoli dell’Unione Europea, il valore derivante dalle attività connesse è di gran lunga il più elevato: la Francia, che viene dopo di noi, si ferma a 6,7 miliardi, indietro di 3,2 miliardi.
La pandemia e le conseguenti misure per arginarla, con l’impossibilità delle persone di spostarsi, hanno ovviamente azzerato l’agriturismo, sia sul fronte dell’alloggio, sia su quello della ristorazione. Stessa sorte hanno subito le fattorie didattiche.
Ma anche attività che potevano continuare, sia pure seguendo regole di sicurezza, hanno subito blocchi e gravi limitazioni. È il caso dei mercatini degli agricoltori, chiusi in molte regioni.
La chiusura dei mercati contadini è avvenuta proprio nel momento in cui la primavera sta avanzando e le colture maturano in fretta. Pesanti sono le conseguenze economiche per le piccole aziende agricole, specie per quelle che hanno impostato coltivazioni e allevamenti per la vendita diretta. Venendo meno questa opportunità, non sanno dove collocare il frutto del loro lavoro, salvo quei pochi casi in cui si è riusciti a organizzare la vendita online.
Alcune Regioni, come il Veneto, hanno un po’ allargato le maglie dei divieti, permettendo lo svolgimento dei mercatini legandolo però al rispetto di alcune regole: area delimitata, un solo ingresso e una sola uscita, distanze di sicurezza rispettate.
Altrove, come in Lombardia, i mercati contadini restano invece vietati. E le conseguenze non saranno lievi.

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