5 ottobre
politiche

Unione europea e Fao si uniscono nella lotta agli sprechi alimentari e alla resistenza antimicrobica

L’Unione europea e la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, hanno deciso di attuare una strategia comune contro lo spreco alimentare e la resistenza antimicrobica negli allevamenti.

 

In una lettera di intenti firmata durante l’incontro avvenuto a Roma lo scorso 29 settembre, le due organizzazioni hanno deciso di lavorare a stretto contatto per dimezzare lo spreco di cibo entro il 2030, un obiettivo che rientra nell’ambito della nuova Agenda globale per lo sviluppo sostenibile. Inoltre, verrà intensificata la cooperazione per affrontare la diffusione della resistenza antimicrobica (AMR) nelle aziende agricole e nei sistemi alimentari.

 

Lo spreco di cibo, ha dichiarato il Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, rappresenta un inaccettabile e immorale dispendio di risorse che contribuisce ad aumentare l’insicurezza alimentare.

 

La crescente resistenza antimicrobica, oltre a comportare nuovi gravi oneri economici, rappresenta una minaccia globale per gli esseri umani e gli animali, come evidenziato dal direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva. Quest’ultimo ha ribadito che l’utilizzo di antibiotici e altri antimicrobici dovrebbe solamente limitarsi a curare malattie e alleviare sofferenze inutili e non a promuovere la crescita degli animali.

Da Silva ha anche riconosciuto i notevoli progressi compiuti dai Paesi europei nel ridurre l’uso di antimicrobici nell’agricoltura, sottolineando come ciò favorisca il lavoro della FAO per raggiungere tale obiettivo anche nei Paesi in via di sviluppo.

 

Per quanto riguarda lo spreco alimentare, si tratta di un fenomeno che genera crescenti preoccupazioni. Ogni anno un terzo del cibo prodotto per il consumo umano, 1,3 miliardi di tonnellate, viene gettato nella spazzatura, causando anche enormi perdite economiche e finanziarie. In Europa il food waste ammonta annualmente a 88 milioni di tonnellate, con costi associati stimati a 143 miliardi di euro.

 

Le opportunità di collaborazione tra le due organizzazioni per risolvere tali problemi sono molteplici. Tra queste figurano:

  • la sincronizzazione degli sforzi per quantificare le perdite di cibo e i rifiuti in ogni fase della catena alimentare;
  • il miglioramento dello scambio di informazioni relative all’uso antimicrobico nella produzione alimentare, nonché la condivisione delle migliori pratiche di gestione delle AMR;
  • sforzi congiunti di sostegno e di istruzione per promuovere l’uso responsabile di antimicrobici e migliorare l’igiene nelle aziende agricole, in modo da ridurre la necessità di utilizzare gli antimicrobici;
  • il supporto ai Paesi nell’elaborazione della legislazione sull’utilizzo di antimicrobici;
  • la formazione e il rafforzamento delle capacità nazionali nel monitoraggio dell’uso di antibiotici nei sistemi alimentari e nella mappatura della presenza di AMR.

 

L’Esecutivo UE e la FAO collaboreranno anche nel sostenere i governi nazionali nell’attuazione degli standard e delle linee guida che riguardano le AMR, così come promosse dalla Codex Alimentarius Commission, la Commissione che si occupa di tutelare la salute dei consumatori e assicurare la correttezza degli scambi internazionali.

 

(© Osservatorio AGR)

 

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