21 Novembre
imprese & mercati

Una bella realtà, lo zucchero biologico italiano

Il 2019 è stato l’anno dello zucchero biologico in Italia e dal prossimo mese di gennaio lo zucchero Nostrano Bio sarà sugli scaffali della grande distribuzione. Protagonista di questo progetto è Coprob Italia Zuccheri, la Cooperativa leader del settore bieticolo-saccarifero, dopo l’acquisizione nel 2008 del controllo al 100% di Italia Zuccheri, che ha avviato la prima filiera biologica italiana della barbabietola da zucchero, con 1.300 ettari coltivati in 7 regioni e punta a 1.800 ettari nel 2020.

I risultati di quest’anno sono incoraggianti: le produzioni lorde vendibili hanno superato, in alcuni casi, quelle della bietola convenzionale e rendono interessante questa alternativa per le aziende in biologico.

La bietola rimane una coltura importante per molte aziende ubicate nel bacino padano, anche per una più corretta gestione delle rotazioni agronomiche, tanto che da più parti si auspica un piano di settore nazionale che accompagni il consolidamento e lo sviluppo della filiera italiana dello zucchero, soprattutto in un contesto di cambiamento climatico e di oscillazioni di mercato come quello attuale.

Coltivare la barbabietola in biologico richiede però una serie di accorgimenti tecnici specifici rispetto al metodo tradizionale e a tal proposito Coprob raccomanda agli agricoltori una rotazione quadriennale di colture non ospiti dei nematodi, la precessione alla bietola di coltivazioni quali cereali, grano e orzo e di colture intercalari da sovescio quali rafano e senape per limitare il rischio di nematodi, di diverse malattie fungine (ad esempio la rizoctonia) e migliorare al contempo la struttura e il contenuto di sostanza organica del terreno.

Grazie ai disciplinari Coprob che prevedono l’autocontrollo multiresiduale sul prodotto, la strada per il futuro di una filiera sostenibile, biologica e dal prossimo anno anche in agricoltura integrata è ormai tracciata.

La valorizzazione dello zucchero nazionale ha consentito alla Cooperativa di fissare per la prossima campagna prezzi interessanti, passati da 40 a 45 euro alla tonnellata medi per il convenzionale e da 92,7 a 96,5 euro alla tonnellata per il biologico che potranno essere di stimolo per programmare per i prossimi tre anni la coltivazione costante di 32-34.000 ettari necessari per dare stabilità al settore.

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