4 Novembre
imprese & mercati

Un Piano per la filiera grano-pasta

«Nella legge di bilancio abbiamo stanziato complessivamente 30 milioni di euro dal 2020 al 2022 per l’aiuto de minimis per il grano in filiera, cui si aggiungono 10 milioni di euro per il 2019 che copriamo con risparmi sul bilancio del Ministero. E anche sui pagamenti pregressi ho chiesto di accelerare». È quanto ha dichiarato la ministra delle politiche agricole, Teresa Bellanova nei giorni scorsi al tavolo convocato al Ministero con le rappresentanze di tutta la filiera grano-pasta, annunciando che entro l’anno verrà messo a punto un Piano strategico per il settore che guardi ai prossimi 10 anni.

Il Piano – ha detto Bellanova – avrà come aree prioritarie i contratti di filiera, gli investimenti sui siti di stoccaggio, ricerca e innovazione, trasparenza sul prezzo, trasparenza sull’origine, sostegno alla comunicazione della pasta in Italia e all’estero e la lotta agli sprechi alimentari.

Riguardo in particolare al problema dello stoccaggio, anche una recente indagine Ismea ha messo in evidenza che questa è la fase più critica della filiera, per la presenza nel nostro Paese di strutture obsolete, carenti sotto il profilo organizzativo e inadeguate rispetto ai fabbisogni logistici.

Lo studio ha coinvolto 1.460 centri di stoccaggio nazionali, per il 47% ubicati nel Nord, dove spiccano quattro regioni, rappresentate nell’ordine da Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, che insieme rappresentano il 44% del dato nazionale. Un altro 24% delle strutture è riconducibile alle regioni del Centro Italia, mentre Sud e Isole rappresentano il restante 29% dei siti censiti.

Per l’81% dei casi si tratta di impianti con ridotta capienza, ricadenti nelle classi fino a un massimo di 10.000 tonnellate, mentre solo il 16% è rappresentato da strutture che arrivano fino a 50.000 tonnellate, classificabili come medio-grandi. L’aspetto più critico è tuttavia rappresentato dall’età degli impianti, considerando che un quinto è antecedente, per anno di costruzione, al 1970 e solo il 36% è successivo al 1990, mentre il 44% è stato realizzato nel periodo compreso tra il 1970 e il 1990.

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