14 ottobre
politiche

UE, raggiunto accordo su riforma di medio termine della PAC

Dopo un intenso ciclo negoziale, i rappresentanti di Parlamento europeo, Consiglio dell’UE e Commissione europea hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla parte agricola del Regolamento omnibus.

L’intesa, raggiunta lo scorso 12 ottobre, offre la prospettiva di una vera e propria riforma di medio termine della politica agricola comune (PAC).

Tre gli obiettivi perseguiti dalle istituzioni: garantire norme più semplici e flessibili, assicurare un adeguato potere contrattuale agli agricoltori, migliorare gli strumenti di gestione del rischio.

 

Sul fronte dei pagamenti diretti, l’azione del Parlamento è stata mirata soprattutto ad alleggerire gli oneri burocratici in capo agli agricoltori e alle amministrazioni.

 

Rispetto al greening, l’Eurocamera è intervenuta principalmente sulla diversificazione delle colture e sulle aree di interesse ecologico. In relazione al primo tema, sono state apportate semplificazioni rilevanti per le colture sommerse (riso), per le quali sono stati allentati i limiti originariamente imposti. Inoltre, per tutti gli agricoltori che investono più del 75% della propria superficie agricola in leguminose e foraggere e per tutti coloro che lasciano a riposo oltre il 75% della loro superficie, l’obbligo di diversificazione viene rimosso, indipendentemente dall’ampiezza dell’azienda.

 

Per le aree di interesse ecologico, l’obbligo del focus ecologico viene eliminato per quanti lasciano a riposo oltre il 75% della superficie; maggiore valore viene riconosciuto al ruolo ambientale delle colture azoto-fissatrici.

 

Si è inoltre inteso valorizzare il ruolo dei giovani agricoltori, offendo agli Stati membri la possibilità di concedere aiuti di maggiore intensità.

 

Per quanto riguarda la definizione di agricoltore attivo, figura disciplinata a partire dal 2013 per evitare che le risorse PAC finissero nelle mani di chi agricoltore non è, il Parlamento si è opposto alla proposta iniziale della Commissione di permettere l’applicazione facoltativa delle norme in merito. Viene così mantenuta la definizione di agricoltore attivo, con la possibilità di deroghe specifiche strumentali a contenere il carico amministrativo degli Stati membri.

 

Gli impegni sugli aiuti accoppiati vengono mantenuti e rafforzati, dando la possibilità agli agricoltori di incrementare i propri livelli produttivi e agli Stati Membri di rivedere annualmente i settori beneficiari, in chiave anti-ciclica.

 

Nell’ambito dello sviluppo rurale, particolare attenzione è stata dedicata alla gestione del rischio. Ispirandosi alla proposta della Commissione di abbassare la soglia di indennizzo contemplata per il nuovo meccanismo di stabilizzazione dei redditi settoriale, il Parlamento ha proposto di estendere la disposizione alle assicurazioni, portando dal 30 al 20% la perdita di prodotto necessaria per l’attivazione, di innalzare dal 65 al 70% l’intensità del contributo pubblico, di introdurre la possibilità di utilizzare indici economici per la misurazione delle perdite.

 

Sono stati stabiliti altri aggiustamenti, riguardanti in particolare la partecipazione ai regimi di qualità e gli investimenti effettuati dagli agricoltori in base ai Programmi di sviluppo rurale.

 

Infine, rispetto alle misure di mercato, lo sforzo è andato nella direzione di rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera agroalimentare, garantendo un maggior potere contrattuale alle forme organizzative riconosciute.

 

A tale scopo, il Parlamento ha insistito sulla possibilità, per tutte le organizzazioni degli agricoltori riconosciute, di pianificare la produzione e negoziare contratti di fornitura per conto dei propri membri. Organizzazioni di produttori (OP) e loro associazioni (AOP) operanti nel settore lattiero-caseario potranno avvalersi della contrattualizzazione scritta obbligatoria, con le misure del “Pacchetto latte” prorogate oltre il 2020. Tali prerogative vengono estese a tutte le OP e AOP, formule organizzative che escono rafforzate dall’accordo, prevedendo una deroga all’applicazione delle norme di concorrenza che riguardano la produzione, la vendita e la trasformazione dei prodotti agricoli.

 

Sempre in questo capitolo, e sulla scorta degli avvenimenti che hanno caratterizzato l’agricoltura in questi ultimi anni, l’Europarlamento ha promosso la revisione dell’intervento per affrontare le crisi di mercato, dando immediatezza alle misure di riduzione della produzione, utilizzate durante la crisi del settore lattiero.

 

Il testo normativo sul quale è stato raggiunto l’accordo entrerà in vigore dopo l’approvazione da parte del Parlamento e del Consiglio europei.

 

(© Osservatorio AGR)

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