27 gennaio

The Implications of Agricultural Trade and Market Developments for Food Security

di Grégoire Tallard, Peter Liapis, Graham Pilgrim – OECD (2016)

La riduzione della fame e del sottonutrimento rientra tra le priorità globali. Eradicare la fame interamente entro il 2030 rientra negli ambiziosi obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). Partendo dal report OECD-FAO Agricultural Outlook to 2024, questo studio fornisce proiezioni su quella che sarà la disponibilità di calorie a livello nazionale, il numero di persone denutrite e il tasso di sottonutrimento, coerentemente con le proiezioni di mercato presenti nell’OECD-FAO Agricultural Outlook to 2024.

Lo studio considera anche l’impatto di quattro scenari alternativi sul fenomeno della denutrizione: più rapida crescita dei redditi rispetto ai valori del report OECD-FAO nei Paesi in via di sviluppo; crescita più sostenuta della produttività agricola; una combinazione della rapida crescita dei redditi e dell’incremento dei livelli di produttività in agricoltura; un accesso più equo alle produzioni alimentari disponibili.

Secondo lo scenario base, il tasso di sottoalimentazione a livello globale si prevede scenderà dall’11% all’8% nel corso dei prossimi dieci anni, con l’America Latina che scenderà sotto il limite del 5%, valore che la FAO considera come tetto minimo sotto al quale la fame si ritiene efficacemente eradicata. In Asia e nell’area pacifica, il tasso di malnutrizione ci si attende scenderà dal 12% all’8% e dal 23% al 19% nell’Africa subsahariana. Il numero di persone totali malnutrite a livello globale si prevede in calo da 788 a 636 milioni. Nello specifico, il numero di individui denutriti scenderà maggiormente in Asia. In generale, una crescita più sostenuta dei redditi o un’agricoltura più produttiva sono entrambi fattori che concorrono a ridurre il numero di persone classificate come sotto nutrite, ma, nella gran parte dei casi, gli effetti più marcati derivano da un miglioramento delle condizioni di accesso al cibo. L’analisi conferma, infatti, che il problema fondamentale non è tanto la reale disponibilità di cibo quanto la mancanza di un accesso efficace ed equo a quel cibo.

Infine, si sottolinea come anche il commercio internazionale giochi un ruolo sempre più rilevante nel garantire la disponibilità di cibo per molti Paesi.

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