2 ottobre
politiche

Spese PAC: nel 2016 diminuiscono i tassi di errore

Continua a diminuire il tasso di errore sulla spesa relativa al primo pilastro della Politica agricola comune (PAC), che nel 2016 è stato pari all’1,7%, collocandosi, per la prima volta, al di sotto della soglia di rilevanza del 2%. È il dato che emerge dalla Relazione annuale sul bilancio dell’Unione europea per il 2016, presentata dalla Corte dei conti Ue lo scorso 28 settembre.

 

Nel 2016 le spese connesse al sostegno al mercato e agli aiuti diretti, integralmente finanziate dal FEAGA (Fondo europeo agricolo di garanzia), hanno raggiunto i 44,6 miliardi di euro.

La superficie agricola rappresenta la variabile predominante ai fini del pagamento del sostegno diretto. I continui miglioramenti apportati ai sistemi di controllo, sottolinea la Corte, hanno contribuito a ridurre il livello di errore. All’origine di questa evoluzione vi sono principalmente la nuova definizione di prato permanente ammissibile, i miglioramenti realizzati nel sistema di identificazione delle parcelle agricole (SIPA) e la nuova procedura di domanda di aiuto basata su strumenti geospaziali.

 

Per quanto riguarda i pagamenti per inverdimento, aiuti finanziari legati al rispetto di determinati requisiti ambientali, l’esame a campione ha permesso agli auditor di constatare che gli agricoltori hanno rispettato i requisiti relativi alla diversificazione delle colture e al mantenimento dei prati permanenti.

In relazione alle aree di interesse ecologico, sono stati rilevati alcuni errori: diversi organismi pagatori non disponevano, nei rispettivi SIPA, di informazioni attendibili sulle categorie di superfici, oppure non se ne servivano per verificare le dichiarazioni.

 

Per quanto concerne la spesa relativa ai 12,1 miliardi di euro dei pagamenti diretti, il livello di errore stimato risulta pari al 4,9%, a fronte del 5,3% del 2015. In questo settore, oltre a beneficiari, attività, progetti e voci di spesa non ammissibili, gli auditor hanno rilevato errori connessi a superfici non ammissibili e alla sovradichiarazione degli ettari ammissibili . Gli errori più gravi hanno interessato beneficiari che non avevano comunicato di essere controllati da società collegate, o di presentare domanda congiunta con queste ultime o di effettuare acquisti presso di esse, violando in tal modo la normativa UE o nazionale.

 

La Corte evidenzia come per una percentuale significativa di operazioni che contenevano errori quantificabili, le autorità nazionali disponessero di informazioni sufficienti per prevenire gli errori, o individuarli e correggerli prima di chiedere il rimborso alla Commissione. Se tali informazioni fossero state utilizzate in modo appropriato, il livello di errore stimato sarebbe stato del 3,4%.

 

La Corte dei Conti UE raccomanda quindi alla Commissione europea di:

  • esaminare l’approccio adottato dagli organismi pagatori per classificare e aggiornare le categorie di terreni nei rispettivi SIPA e di procedere ai controlli incrociati necessari al fine di ridurre il rischio di errore nei pagamenti relativi all’inverdimento;
  • fornire orientamenti e diffondere le migliori pratiche fra le autorità nazionali, di modo che i controlli da queste svolti identifichino i collegamenti fra richiedenti e altri portatori di interessi coinvolti nei progetti cofinanziati.

 

(© Osservatorio AGR)

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