14 Marzo
mutamenti climatici

Astinenza dalle piogge: sale l’allarme per il deficit idrico nel Nord Italia

L’agricoltura dell’Emilia Romagna si avvia verso i 60 giorni di astinenza dalle piogge, che segnano un calo pluviometrico di circa il 40% rispetto alla media del periodo. Anche il Nordest guarda con preoccupazione lo stato delle risorse idriche, considerando l’assenza di precipitazioni e lo scarso manto nevoso sulle montagne. Nello specifico, i manti nevosi sulle montagne del bacino del fiume Adige sono al 43% rispetto alla media del periodo, quelli del bacino Brenta Bacchiglione sono al 18% e quelli del Piave al 27%.

 

«Come quella dei grandi laghi lombardi (Maggiore, Iseo, Como), anche la portata del fiume Po resta ben al di sotto della media – segnala l’Anbi, l’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni – e le preoccupazioni sono aggravate dalla previsione di scarso contributo dovuto allo scioglimento delle nevi, cadute in ridotta quantità nei mesi invernali».

 

Il paradosso è che al Sud, terra storicamente siccitosa, i bacini vanno già verso il massimo della capienza idrica – sottolinea l’Associazione – che evidenzia la necessità di infrastrutturare anche le regioni del Nord Italia.

 

Lo scorso mese di febbraio il Governo ha emanato un decreto che sblocca i fondi a disposizione per migliorare la sicurezza idrogeologica del territorio.

 

La legge di bilancio previsionale 2019 e pluriennale 2019-2020 autorizza, infatti, la spesa di 800 milioni di euro per l’anno in corso e di 900 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 al fine di permettere l’immediato avvio e la realizzazione, nel triennio, di investimenti strutturali ed infrastrutturali urgenti, finalizzati alla mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico, nonché all’aumento del livello di resilienza dei territori.

 

Ora l’Anbi sollecita la conclusione delle ultime verifiche burocratiche per permettere il concreto avvio delle procedure per l’apertura dei cantieri dei primi 30 interventi previsti dal Piano nazionale invasi, per circa 250 milioni di investimento, e chiede il finanziamento di una nuova tranche del Piano, perché attualmente si riesce a stoccare solo l’11% dell’acqua piovana caduta.

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