14 luglio
innovazione

Sequenziato il genoma del farro selvatico, antenato del frumento

Con una precisione finora mai raggiunta, è stato sequenziato il genoma del farro selvatico, il progenitore di quasi tutti i frumenti che oggi si coltivano nel mondo, fornendo il 20% delle calorie consumate dall’uomo.

 

L’importante risultato si deve a un team internazionale di ricerca, guidato dall’Università israeliana di Tel Aviv, del quale fanno parte il Centro di ricerca per la genomica e la bioinformatica di Fiorenzuola d’Arda del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi economica), l’Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) e il Dipartimento di scienze agrarie dell’Università di Bologna.

 

La decodifica degli oltre 65mila geni presenti nel farro selvatico ha permesso di ricostruire la storia evolutiva del frumento nella fase antecedente la nascita dell’agricoltura, fornendo informazioni sul processo di domesticazione della pianta.

 

Il farro selvatico, infatti, è impossibile da coltivare, sia per la bassissima resa, sia per il rachide fragile che ne caratterizza la spiga, provocando la caduta spontanea dei semi a terra. Nel corso dello studio, che ha coinvolto 24 tra centri di ricerca e università, sono stati caratterizzati – tra gli altri – due geni la cui mutazione spontanea impedisce la dispersione dei semi dalle spighe mature, una modifica che, rendendo possibile lo sviluppo dell’agricoltura nel Neolitico, è stata determinante nell’indirizzare la storia dell’umanità.

 

Ma la ricerca, pubblicata sulla rivista Science, rappresenta un contributo fondamentale anche per lo studio dei caratteri genetici utili per il miglioramento dei frumenti coltivati, particolarmente in relazione alla resistenza alle malattie e agli stress idrici e termici.

«I cambiamenti climatici stanno portando nuove patologie e cambiando le condizioni in cui sono sempre cresciute le piante», spiega Luigi Cattivelli, direttore del Centro di ricerca per la genomica e la bioinformatica del Crea. «C’è una grande corsa verso nuove fonti di resistenza alle malattie. E molte di queste fonti si trovano nel patrimonio genetico delle piante selvatiche» .

 

Lo studioso ha annunciato che entro pochi mesi verranno sequenziati anche il genoma del frumento tenero e del frumento duro. In quest’ultima ricerca, l’Italia sarà capofila.

 

(© Osservatorio AGR)

 

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