13 Febbraio
innovazione

SafeGrape: il CNR avvia progetto per la lotta sostenibile alle patologie fungine della vite

Valutare l’efficacia di soluzioni non convenzionali nella lotta alle più gravi patologie fungine che colpiscono la vite, prime fra tutte oidio e peronospora. È questo l’obiettivo di SafeGrape, il progetto di ricerca avviato nell’autunno 2016 dall’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp), unità che fa capo al Consiglio nazionale delle ricerche (CNR).

 

La gestione delle malattie fungine della vite comporta un costo notevole sia dal punto di vista economico che ambientale. Inoltre la Commissione europea ha già espresso la volontà di ridurre l’utilizzo di numerosi prodotti fitosanitari, compresi i fungicidi rameici ammessi anche in agricoltura biologica. Il progetto SafeGrape mediante approcci integrati agronomici, metabolici, genetici e molecolari, si propone di individuare prodotti a basso impatto ambientale da inserire in strategie di difesa integrate.

 

Verrà misurata l’efficacia delle sostanze biostimolanti nel rafforzare la resistenza della vite alle patologie micotiche. Tra le molecole testate ci sarà il chitosano, un polisaccaride estratto dall’esoscheletro dei crostacei il cui uso in agricoltura è stato autorizzato nel 2014. Ma verranno testati anche silicati, estratti di alghe, acidi fulvici e umici. L’ozono, gas che ha una forte capacità ossidante e su cui ci sono vari studi in viticoltura, sarà utilizzato direttamente in vigna.

 

SafeGrape, al quale partecipano anche l’Università di Torino e l’Università Cattolica di Piacenza, prevede delle prove in serra che saranno effettuate in primavera e delle successive prove in campo nelle vigne messe a disposizione dall’Associazione vignaioli piemontesi. Sebbene la conclusione del progetto sia prevista del 2018, i primi risultati saranno disponibili entro l’estate di quest’anno.

 

(© Osservatorio AGR)

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