10 Gennaio
imprese & mercati

Record delle esportazioni agroalimentari nel 2016: raggiunti i 38 miliardi

Record storico per le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani, che con 38 miliardi di euro raggiungono nel 2016 il massimo di sempre, segnando una crescita del 3%. È quanto emerge da una proiezione di Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nei primi nove mesi del 2016.

 

Quasi i 3/4 delle esportazioni interessano i Paesi dell’Unione europea, con il mercato comunitario che aumenta il proprio peso grazie a un incremento del 4%. Ma il Made in Italy a tavola continua a crescere su tutti i principali mercati, dal Nord America all’Asia, fino all’Oceania. Unica eccezione la Russia, dove l’export agroalimentare continua a soffrire pesantemente gli effetti dell’embargo.

 

Tra i principali settori, il prodotto più acquistato all’estero si conferma il vino (per un valore di 5,6 miliardi e una crescita del 3%) davanti all’ortofrutta fresca (5 miliardi, +4%), ai formaggi (2,4 miliardi, +7 per cento) e all’olio che fa segnare un +6%. Balzo in avanti anche dai salumi, con un +8%.

 

Analizzando le performance dei prodotti nei singoli Stati, si scoprono aspetti sorprendenti, a partire del successo del vino tricolore in casa degli altri principali produttori, con gli acquisti che crescono in Francia (+5%), Stati Uniti (+3%), Australia (+14%) e Spagna (+1%).

 

Oltre al vino, i francesi gradiscono anche il formaggio italiano, le cui vendite sono cresciute dell’8%.

 

In Cina le vendite di latticini e pasta italiani registrano un incremento rispettivamente del 34 e del 16%.

 

Ottimi risultati anche dalla birra, che conferma la crescita nei Paesi nordici, dalla Germania (+6%), alla Svezia (+7%), fino ai pub della Gran Bretagna (+3%), con un vero e proprio exploit nell’Irlanda della Guinness (+31%).

 

Secondo il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, l’andamento sui mercati internazionali delle esportazioni di prodotti agroalimentari italiani potrebbe ulteriormente migliorare grazie ad una più efficace politica di contrasto dell’agropirateria. Quest’ultima a livello mondiale fattura ben oltre 60 miliardi di euro, utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che fanno riferimento all’Italia per prodotti che in realtà nulla hanno a che vedere con il Belpaese. Si stima che all’estero siano falsi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre.

 

(© Osservatorio AGR)

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