17 Gennaio
imprese & mercati

Prezzi delle materie prime alimentari in calo per il quinto anno consecutivo

Nel 2016 i prezzi delle materie prime alimentari sono calati per il quinto anno consecutivo, registrando una media di 161,6 punti per l’intero anno, circa l’1,5% in meno rispetto ai livelli del 2015. È il dato che risulta dall’Indice dei prezzi alimentari della FAO, un indice ponderato su base commerciale che misura i prezzi delle cinque principali commodity sui mercati internazionali: i cereali, gli oli vegetali, i prodotti lattiero-caseari, la carne e lo zucchero. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, i raccolti abbondanti e le buone prospettive per i cereali di base hanno compensato la pressione al rialzo di materie prime tropicali come lo zucchero e l’olio di palma, la cui produzione ha risentito negativamente di El Niño.

 

Il 2016 è stato, infatti, caratterizzato da un costante declino dei prezzi dei cereali, che dal 2015 sono scesi del 9,6%, con una riduzione del 39% rispetto al picco raggiunto nel 2011. Allo stesso tempo, i prezzi dello zucchero e degli oli vegetali sono aumentati rispettivamente del 34,2% e dell’11,4%.

«Quest’anno le incertezze economiche, compresi i movimenti dei tassi di cambio, potrebbero influenzare i mercati alimentari in misura anche maggiore», ha affermato Abdolreza Abbassian, economista senior della FAO.

 

L’Indice FAO dei prezzi dei cereali, sostanzialmente stabile da settembre, nel mese di dicembre è aumentato solo dello 0,5%. Se le quotazioni di riso e mais sono invariate, i prezzi del grano registrano un calo legato a stime di produzione più ampie del previsto in Australia, in Canada e nella Federazione Russa.

L’Indice FAO del prezzo dello zucchero, dopo essere stato alto per quasi un terzo nel corso dell’anno, è sceso dell’8,6% nell’ultimo mese del 2016. Due sono le cause della forte diminuzione: da un lato il costante indebolimento della valuta brasiliana nei confronti del dollaro, dall’altro l’aumento del 18% sulle previsioni della produzione nel Centro Sud, principale regione di coltivazione della canna da zucchero del Brasile.

 

Per gli oli vegetali, invece, l’Indice del prezzo è aumentato del 4,2% dal mese di novembre, raggiungendo il suo livello più alto dal luglio 2014. Sono salite le quotazioni sia dell’olio di palma che di quello di soia, il primo a causa dei bassi livelli delle scorte globali e delle forniture ridotte, il secondo sulla prospettiva di un crescente utilizzo nei settori biodiesel in Nord e Sud America.

Anche l’indice dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari registra nell’ultimo mese del 2016 un aumento, pari al 3,3%, ascrivibile principalmente ai prezzi più elevati del burro, del formaggio e del latte intero in polvere e a una produzione contenuta nell’Unione europea e in Oceania.

 

Scende invece l’Indice dei prezzi della carne, diminuito dell’1,1% rispetto al mese di novembre. Il suo valore medio nel 2016 è stato del 7% inferiore rispetto a quello del 2015, soprattutto a causa della caduta dei prezzi internazionali delle carni bovine e del pollame.

 

(© Osservatorio AGR)

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