17 Aprile
politiche

Pratiche sleali, firmata la direttiva europea

Il vicepresidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro e il presidente Antonio Tajani, insieme alla presidenza di turno rumena, hanno firmato in via definitiva la direttiva contro le pratiche commerciali sleali nel settore alimentare.
Dopo Pasqua è prevista la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee. Tre giorni dopo, con l’entrata in vigore della direttiva, il parlamento italiano potrà dare avvio all’iter per il recepimento nazionale, con una legge che avrà la possibilità solo aumentare le soglie di tutela del provvedimento.
Tra quelle fissate da Bruxelles ci sono l’individuazione di 16 pratiche sleali da parte delle catene della Grande distribuzione nei confronti dei fornitori e una soglia di fatturato di 350 miliardi di euro per le aziende, agricole e di trasformazione, che subiranno eventuali azioni illecite.

 

«In meno di dodici mesi dalla presentazione della proposta del commissario Phil Hogan portiamo a casa un risultato che attendevamo da dieci anni e che ora ci auguriamo possa essere recepito nell’ordinamento italiano entro il 2019, dimostrando come il nostro Paese voglia continuare ad essere capofila in questa battaglia» ha detto De Castro.
«L’obiettivo – sottolinea ancora l’europarlamentare italiano – deve essere quello di dare certezza giuridica ai nostri produttori, adattando e migliorando l’attuale articolo 62 del decreto legge del gennaio 2012 contro le speculazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari, ma che salvo un unico caso è rimasto lettera morta.
«Per l’Italia poi è fondamentale aggiungere alle 16 pratiche già vietate dalla nuova direttiva Ue, il divieto di due comportamenti sleali come la vendita sotto costo e le aste al doppio ribasso. Questa è l’Europa che vogliamo – conclude De Castro – quella che mostra di saper essere al fianco degli operatori economici più deboli, come gli agricoltori, e di tutti i cittadini, stimolando un nuovo patto fiduciario tra produttori e consumatori all’insegna della trasparenza e della qualità».

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