13 Giugno
imprese & mercati

Pomodoro, raggiunto l’accordo nel distretto del Centro-Sud

È stato firmato, lo scorso 9 giugno, l’accordo quadro 2017 per il pomodoro da industria del distretto centro-meridionale. Il raggiungimento dell’intesa arriva dopo lunghe trattative che, nei mesi di aprile e maggio, hanno visto confrontarsi, su posizioni inconciliabili, gli agricoltori e le aziende di trasformazione.

 

Le parti hanno infine deciso di riconfermare l’intero impianto contrattuale della campagna 2016, sia nella parte normativa che nelle condizioni economiche. Ciò significa che il prezzo di riferimento corrisposto ai produttori sarà pari a 87 euro a tonnellata per la varietà di pomodoro tondo e 97 euro per quella lunga, con un plafond produttivo di 2,4 milioni di euro, oltre il quale sono previste delle penalità.

 

Cifre che, seppure lontane da quelle proposte inizialmente dai coltivatori (95 euro a tonnellata per il pomodoro tondo, 105 per quello lungo), superano significativamente quelle dell’accordo relativo al distretto settentrionale, dove lo scorso marzo è stato fissato un prezzo unico base di 80,75 euro a tonnellata, con una riduzione del 6,3% rispetto all’anno precedente.

 

Secondo il presidente dell’Unaproa (Unione nazionale tra le organizzazioni dei produttori ortofrutticoli, agrumari e di frutta in guscio) Antonio Schiavelli, l’intesa appena siglata, se da un lato consentirà di affrontare l’imminente campagna di lavorazione del pomodoro con regole chiare, sul piano della remunerazione non può definirsi soddisfacente, poiché il prezzo di riferimento copre a stento i costi di produzione.

 

Dal canto suo, l’Anicav (Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali) sottolinea, per bocca del presidente Antonio Ferraioli, come sia prevalso il senso di responsabilità dei contraenti che, «dopo mesi di discussioni, hanno ritenuto di mettere da parte le proprie richieste in ragione dell’obiettivo primario di ridisegnare una nuova governance di filiera, in grado di assicurare una chiara pianificazione degli ettari messi a coltura, un’attenta programmazione della quantità da conferire alla trasformazione e, soprattutto, il rispetto delle regole condivise».

 

«L’accordo raggiunto», ha dichiarato il presidente del Polo distrettuale Centro-Sud Italia, Annibale Pancrazio, «rappresenta un ulteriore stimolo al rilancio dello strumento interprofessionale attraverso l’evoluzione del Polo distrettuale (aggregazione volontaria tra Organizzazioni dei produttori e imprese di trasformazione) in un’Organizzazione interprofessionale riconosciuta».

 

(© Osservatorio AGR)

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