17 ottobre
politiche

PAC post 2020: vertice tra il Ministro Martina e il Commissario europeo Hogan

La nuova politica agricola comune post 2020 è stato il tema del vertice bilaterale, svoltosi a Bergamo il 13 ottobre, tra il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina e il Commissario europeo all’agricoltura e allo sviluppo rurale Phil Hogan.

 

Nel corso della riunione, il Commissario ha illustrato le linee di azione della futura comunicazione sulla PAC che la Commissione presenterà entro la fine di novembre, in particolare politiche più ambiziose in materia di ambiente e clima, anche attraverso l’introduzione di innovazioni, come l’agricoltura di precisione, finalizzate ad aumentare la sostenibilità dei vari processi produttivi.
La nuova PAC, inoltre, dedicherà ampio spazio agli strumenti di gestione del rischio e sarà caratterizzata da norme più semplici e maggiore sussidiarietà tra Esecutivo UE e Stati membri.

 

Il Ministro Martina ha confermato la disponibilità dell’Italia a lavorare su queste prospettive, chiedendo scelte coraggiose anche sulla tracciabilità della materia prima degli alimenti, in modo da rendere concretamente percepibile agli occhi dei consumatori il valore aggiunto del modello agricolo e agroalimentare europeo.

Sul piano tecnico, le richieste formulate dall’Italia includono il mantenimento degli attuali livelli di aiuto per le imprese agricole, un’ulteriore semplificazione normativa, la valorizzazione dello strumento dell’Organizzazione comune di mercato.

 

«La tutela del reddito degli agricoltori», ha dichiarato il Ministro Martina, «è strategica per la salvaguardia ambientale e paesaggistica di tutta l’Europa. Per valorizzare meglio questo legame, dobbiamo lavorare a una nuova PAC che spinga anche sulla trasparenza dell’origine, chiamando in causa direttamente i cittadini. Collaboreremo attivamente nelle prossime settimane con il Commissario Hogan perché siano garantite risorse finanziarie adeguate a raggiungere obiettivi ambiziosi. Dobbiamo scongiurare il rischio che la Brexit pesi sul settore agricolo. L’Italia saprà fare la sua parte, portando l’esperienza di una delle agricolture più sostenibili e delle sperimentazioni sull’etichettatura che abbiamo avviato in questi mesi».

 

(© Osservatorio AGR)

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