9 Marzo
politiche

PAC post 2020: primo dibattito tra i Ministri dell’agricoltura europei

Nel corso della riunione del Consiglio Agricoltura e Pesca dell’Unione europea dello scorso 6 marzo, i Ministri degli Stati membri hanno avuto un primo scambio di opinioni sul futuro della Politica Agricola Comune.

 

Il dibattito ha riguardato diversi aspetti, tra cui la semplificazione, la gestione del rischio e il bilancio della PAC.

 

Nello specifico, i Ministri si sono confrontati sulle modalità in cui realizzare le priorità della PAC post 2020, nonché sull’esigenza di una riallocazione dei fondi destinati ai pagamenti diretti e allo sviluppo rurale.

 

La maggior parte delle delegazioni ha espresso la necessità di un livello adeguato di finanziamento per la futura PAC, al fine di affrontare le sfide urgenti, tra cui la volatilità dei prezzi e i cambiamenti climatici. L’aspetto della semplificazione è emerso quale priorità generale.

 

Il segretario maltese all’agricoltura Roderick Galdes, presidente di turno del Consiglio, ha richiamato l’attenzione anche su altre priorità, già identificate in un documento predisposto dalla Presidenza e fatto circolare in vista del dibattito: il rafforzamento della resilienza, la risposta alle sfide ambientali, gli investimenti nella vivibilità e vitalità delle aree rurali, il ricambio generazionale, il mantenimento di un orientamento al mercato, il rafforzamento della posizione degli agricoltori.

 

Il tema della gestione del rischio è stato sollevato da varie delegazioni, che hanno evidenziato la necessità di una risposta più decisa alle situazioni di crisi di mercato, anche prevedendo misure anticicliche.

 

Anche l’innovazione è stata indicata quale priorità e strumento per affrontare le sfide future.

 

Per quanto riguarda la struttura della PAC (primo e secondo pilastro), la maggior parte delle delegazioni ne ha confermato la validità. Alcune ritengono tuttavia di dover porre maggiormente, in futuro, l’accento sullo sviluppo rurale, mentre altre non intendono appoggiare alcuna riduzione del livello del sostegno diretto agli agricoltori. Diverse delegazioni hanno invitato la Commissione europea a mantenere, se non rafforzare, il livello del sostegno accoppiato facoltativo. Anche se diverse delegazioni hanno ritenuto che fosse ancora troppo presto per prendere in considerazione l’idea di una riallocazione delle risorse finanziarie assegnate ai due pilastri, alcune (Olanda, Francia, Grecia, Belgio, Croazia, Svezia, Irlanda e Austria) hanno espresso l’esigenza di una reale flessibilità tra i pilastri, a livello nazionale.

 

«Le opinioni dei ministri agricoli dell’UE rappresentano un contributo molto utile alla consultazione sulla Politica Agricola Comune, avviata a febbraio, che al momento conta oltre 13mila risposte», ha dichiarato il commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan, nel corso di una conferenza stampa svoltasi al termine della riunione. Hogan ha aggiunto di avere ulteriormente incoraggiato gli Stati membri ad aggiornare la Commissione per risolvere le annose questioni legate alla liquidazione contabile degli aiuti accoppiati volontari.

 

(© Osservatorio AGR)

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