6 dicembre
politiche

PAC post 2020: l’Italia rischia di perdere fino a 9,7 miliardi di fondi agricoli comunitari

Nel periodo di programmazione 2021-2027 l’Italia potrebbe perdere dai 3,4 ai 9,7 miliardi di fondi agricoli comunitari per effetto di un taglio del bilancio variabile dal 15 al 30%.

 

È quanto indica un documento elaborato della Direzione generale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale (Dg Agri)  presso la Commissione europea. Il testo fa parte delle simulazioni realizzate da diverse Direzioni generali, in risposta ai tre scenari principali proposti da Bruxelles nella comunicazione sul futuro bilancio pluriennale UE, che dovrà fare i conti non solo con il post Brexit ma anche con la necessità di finanziarie nuove politiche europee come la difesa e l’immigrazione.

 

Il primo scenario, denominato “di riferimento”, applica un taglio lineare del 15% a prezzi correnti sugli attuali stanziamenti PAC; il secondo ripete l’esercizio con tagli del 30%; la terza ipotesi è invece quella dello status quo.

 

Oltre a mostrare l’impatto sulle finanze dei diversi Paesi, la Dg Agri difende il capitolo di bilancio della PAC elencando gli effetti negativi sulle aziende agricole grandi e piccole, sulla stabilità del reddito degli agricoltori e sui diversi settori, a partire da allevamento, cereali e colture proteiche, che sarebbero quelli maggiormente colpiti.

 

Il documento prende in esame anche l’ipotesi del co-finanziamento nazionale, che “provocherebbe forti squilibri tra Paesi”, minando alle fondamenta “il mercato unico dei prodotti agricoli”. Nello scenario ipotizzato di una partecipazione finanziaria del 30% da parte degli Stati membri alla spesa per gli aiuti diretti agli agricoltori, il saldo sarebbe positivo per alcuni contributori netti. Per Italia, Germania e Olanda, i risparmi teorici dei contributi al bilancio PAC eccederebbero i costi addizionali per il co-finanziamento.

 

«Nonostante si tratti ancora solo di simulazioni, le notizie arrivate in merito ai possibili scenari di tagli al bilancio UE sono fortemente preoccupanti», osserva Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo. «Solo con una PAC forte e adeguatamente finanziata», sottolinea l’europarlamentare, «sarà possibile raggiungere gli obiettivi economici, sociali e di sostenibilità che ci siamo prefissati. La discussione sul bilancio ad ogni modo inizierà nel 2018 e il nostro impegno sarà quello di evitare modifiche nel bilancio dell’agricoltura e soprattutto che la PAC non venga vista come il salvadanaio a cui attingere. Non è giusto che siano gli agricoltori a dover pagare per le nuove politiche europee».

 

(© Osservatorio AGR)

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