10 Aprile
politiche

PAC post 2020: le proposte di riforma dell’Italia

Valorizzare le Organizzazioni comuni di mercato come terzo pilastro della PAC, creare nuovi strumenti di gestione del rischio nell’ambito dei pagamenti diretti, tagliare la burocrazia dei programmi di sviluppo di rurale. Sono queste le proposte italiane relative alla riforma della Politica Agricola Comune post 2020, contenute in un documento che il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina ha inviato al Commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan. Tra le richieste avanzate dall’Italia, anche un focus specifico su argomenti centrali come il ricambio generazionale, lo sviluppo nelle aree interne e gli investimenti in ricerca e innovazione.

 

A sessanta anni dalla firma dei Trattati di Roma, l’Italia evidenzia la necessità di rilanciare l’azione europea, a partire proprio da una più forte Politica Agricola Comune, alla luce anche delle nuove sfide globali: produrre di più, ma in modo sostenibile, tutelando i milioni di agricoltori europei che garantiscono la produzione di cibo per 500 milioni di cittadini.

 

«Nella riforma della PAC l’Italia può giocare un ruolo importante», afferma il ministro Martina, «sostenendo con forza le ragioni di una spesa agricola attenta a tutelare il reddito di chi opera nel settore, sostenere la qualità dei prodotti, gestire in modo sostenibile e razionale le risorse naturali e valorizzare le aree rurali. Dobbiamo partire dalla garanzia nel bilancio UE di risorse adeguate alle necessità dell’agricoltura europea. Così come è impostata oggi, la PAC non riesce sempre a dare risposte soddisfacenti dal punto di vista della salvaguardia del reddito degli imprenditori agricoli e neanche dei contribuenti. Con questa riforma abbiamo quindi l’occasione per rafforzare gli strumenti disponibili prevedendo, ad esempio, l’estensione del modello delle Organizzazioni comuni di mercato ad altri settori come latte, carne o cereali, migliorarne la competitività, incrementare la capacità di adattamento alle turbative dei mercati. Dobbiamo dare più attenzione ai giovani e lavorare per la massima trasparenza verso i consumatori attraverso l’indicazione dell’origine della materia prima degli alimenti. Scelte coraggiose che siamo chiamati a compiere già oggi».

 

(© Osservatorio AGR)

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