15 Febbraio
imprese & mercati

Ortofrutta italiana, la parola chiave è internazionalizzare

Gli ultimi dati elaborati da Fruitimprese, l’associazione nazionale degli operatori del trade ortofrutticolo, riferiti ai primi 10 mesi del 2018 e presentati a Berlino all’ultima edizione di Fruit Logistica, la principale kermesse continentale del settore, certificano una flessione delle esportazioni di ortofrutta italiana di oltre il 12%. Complessivamente, tra gennaio e ottobre dello scorso anno, l’Italia ha trasferito oltre confine un quantitativo di 2,9 milioni di tonnellate di prodotti ortofrutticoli, realizzando all’estero un giro d’affari di 3,7 miliardi di euro, in calo del 4,8% su base annua.

 

Questi numeri testimoniano le difficoltà di un settore che, comunque, esprime annualmente una produzione lorda vendibile di oltre 12 miliardi di euro, corrispondente a un 30% circa dell’intero valore della produzione agricola italiana, e fanno emergere l’importanza strategica dell’apertura di nuovi mercati internazionali.

 

“Se le esportazioni italiane di ortofrutta fresca sono in calo – ha dichiarato a Berlino Davide Vernocchi, coordinatore ortofrutta di Alleanza cooperative agroalimentari – è perché è ancora troppo lunga la lista dei Paesi extra Ue in cui non abbiamo possibilità di accesso: Giappone, Vietnam, Israele, Colombia, Cina sono solo alcuni degli Stati in cui permangono barriere all’ingresso per mele, pere, kiwi e altre referenze ortofrutticole nelle quali l’Italia vanta una leadership produttiva e qualitativa”.

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