4 settembre
politiche

Ortofrutta: adottata la Strategia nazionale 2018-2022

Con il decreto ministeriale 4.969 dello scorso 29 agosto, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha adottato la Strategia nazionale 2018-2022 in materia di riconoscimento e controllo delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli e loro associazioni, di fondi di esercizio e di programmi operativi.

 

Il documento evidenzia come il settore ortofrutticolo, ad eccezione di alcune realtà e prodotti, non sembri ancora in grado di cogliere appieno le opportunità legate all’internazionalizzazione e a un più efficace presidio dei mercati di esportazione. Un aspetto, quest’ultimo, che assume una valenza strategica in considerazione del tendenziale peggioramento delle performance e dei fatturati aziendali sul mercato interno, dove il cambiamento delle abitudini alimentari degli italiani e la modifica degli stili di vita hanno determinato un lento, ma inesorabile processo di contrazione dei consumi di prodotti ortofrutticoli.

 

Sul fronte dei prezzi di vendita, il principale fattore di rischio è ascrivibile a un’endemica volatilità dei listini che, al di là delle dinamiche contingenti, riflette sia particolari situazioni strutturali, riconducibili a un’eccessiva polverizzazione dell’offerta, sia alcune persistenti distorsioni all’interno della filiera che penalizzano la componente produttiva rispetto a quella distributiva, più organizzata e come tale in grado di fare massa critica e di stabilire le condizioni contrattuali.

 

Per quanto riguarda invece i principali punti di forza, analizzati in chiave di opportunità per il settore ortofrutticolo, essi risiedono in alcuni fattori che possono essere considerati prioritari o non rinunciabili. Tra questi figurano: l’esigenza di aumentare il grado di associazionismo e l’integrazione orizzontale, in un’ottica di potenziamento dell’offerta aggregata, di esaltare i potenziali legati al binomio qualità dei prodotti-territori d’origine, di favorire l’ammodernamento degli impianti produttivi, anche in relazione alle nuove cultivar, di promuovere forme di centralizzazione per l’approvvigionamento dei mezzi di produzione, di allungare i calendari di commercializzazione, di ampliare, rinnovare e diversificare la gamma d’offerta, di accrescere i contenuti di servizio, nonché di agire efficacemente sulla comunicazione e promozione, soprattutto all’estero, privilegiando azioni e iniziative coordinate.

 

(© Osservatorio AGR)

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