29 Luglio
imprese & mercati

Olio d’oliva, produzione italiana crollata: -62% nella campagna 2016/17

Con un crollo produttivo del 62% rispetto all’annata precedente, la campagna olearia italiana 2016/17 si appresta a essere archiviata come una delle peggiori degli ultimi decenni. È quanto indica l’ultimo rapporto pubblicato dall’Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare.

 

Secondo la stima che l’ente ha elaborato sulla base delle dichiarazioni fornite dai frantoi all’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), la produzione di olio d’oliva si è infatti attestata a 182mila tonnellate, un dato significativamente più basso anche rispetto alle prime e già pessimistiche stime diffuse all’inizio dell’anno. Risulta quindi abbondantemente superato, in negativo, anche il 2014, che con un volume produttivo pari a 222mila tonnellate era stato considerato annus horribilis.

 

A peggiorare le previsioni effettuate nell’autunno 2016 – rileva l’Ismea – hanno contribuito le pessime condizioni meteorologiche dello scorso dicembre, che hanno creato ulteriori difficoltà nelle regioni del Sud e del Centro, dove l’olivicoltura, peraltro già particolarmente provata dalle vicissitudini estivo-autunnali, ha subìto un altro duro colpo.

 

La sofferenza del settore è testimoniata anche dal numero di frantoi operativi in questa stagione, scesi a 3.961 contro i 4.950 dell’anno precedente.

La scarsa produzione – evidenzia l’Ismea – ha condizionato notevolmente sia il mercato interno che gli scambi con l’estero. Questi ultimi nei primi quattro mesi del 2017 hanno registrato una flessione del 19% dei volumi esportati e un contemporaneo incremento del 20% degli acquisti, soprattutto di olio d’oliva di provenienza spagnola.

 

Da gennaio a luglio 2017 i prezzi medi all’origine dell’olio extravergine d’oliva sono saliti del 61% rispetto ai primi sette mesi del 2016, superando, in alcuni periodi, i 6 euro al chilo come media nazionale.

Fuori dai confini italiani, i prezzi dell’extravergine sono aumentati in misura meno accentuata. In Spagna, infatti, dove la produzione ha subìto una flessione intorno al 9% sulla campagna precedente, da gennaio a luglio i prezzi hanno segnato un incremento del 23%, mentre in Grecia e Tunisia hanno registrato, rispettivamente, +21 e +26%.

 

 

La campagna di raccolta 2017/18 – conclude l’Ismea – si prospetta più abbondante di quella precedente, ma risentirà certamente degli effetti di un inverno particolarmente rigido, seguito da gelate primaverili e siccità estiva.

 

(© Osservatorio AGR)

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