7 Maggio
imprese & mercati politiche

Nessun prolungamento della scadenza per il latte fresco

Per il latte fresco italiano non ci sarà alcun prolungamento della data di scadenza del prodotto pastorizzato, attualmente prevista al sesto giorno successivo a quello del trattamento termico (legge 204/2004).
Lo ha dichiarato il sottosegretario alle politiche agricole Giuseppe L’Abbate rispondendo a una interrogazione in Senato.
La richiesta del settore industriale di arrivare a una scadenza a 12 giorni era nata in seguito alle difficoltà di mercato che il settore lattiero ha dovuto affrontare per l’emergenza da Covid-19.
Le perdite nel canale ho.re.ca (hotel, ristorazione, bar) e le esportazioni sempre più difficoltose, in parte coperte dalla grande distribuzione organizzata e dai negozi di vicinato, hanno comportato tra l’altro un crollo del prezzo al litro pagato agli allevatori.
L’ipotesi dell’allungamento della scadenza, avanzata dall’industria, ha visto però, sin da subito, la protesta dei produttori.
Molti, in effetti, erano i pericoli connessi all’allungamento della scadenza del latte fresco pastorizzato, a partire da un più facile ingresso in Italia di prodotti dall’estero, con una conseguente pericolosa concorrenza economica a danno degli allevatori italiani, proprio in un momento in cui il legame con i prodotti del territorio andrebbero valorizzati e sostenuti.
«Inoltre – ha evidenziato L’Abbate – si sarebbe rischiato di confondere il consumatore che avrebbe difficoltà a distinguere il latte veramente fresco dal latte a lunga conservazione o da quello microfiltrato».
«È necessario agire su altri fronti per sostenere il comparto lattiero-caseario – ha aggiunto il sottosegretario – e lo stiamo facendo attraverso gli stanziamenti di 14,5 milioni di euro per i formaggi DOP/IGP e 6 milioni di euro per il latte a lunga conservazione del Fondo indigenti, utilizzando gli strumenti dell’ammasso privato per formaggi ad indicazione geografica, formaggi generici e cagliate sino ad un massimo di 12,654 tonnellate».
I produttori possono segnalare eventuali fenomeni distorsivi di mercato connessi all’emergenza sanitaria segnalandoli all’indirizzo pratichesleali@politicheagricole.it  

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