29 maggio
politiche

Ministro Martina: la gestione del rischio è centrale per aumentare la resilienza del settore agricolo

Incrementare gli investimenti sugli strumenti di gestione del rischio, semplificandoli; trasferire e condividere l’innovazione per aumentare la redditività del settore agricolo, in particolare dei piccoli produttori; creare un Osservatorio permanente su acqua e agricoltura, secondo quanto proposto dalla presidenza maltese dell’Unione europea; sostenere un piano straordinario di investimenti per incrementare la disponibilità della risorsa idrica, evitando che nei periodi di inondazioni l’eccesso di acqua determini catastrofi naturali. Sono queste, per l’Italia, le grandi linee da seguire per consentire al settore agricolo di adattarsi ai cambiamenti climatici.

 

I punti chiave della strategia sono stati recentemente illustrati a La Valletta dal Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, nel corso della tavola rotonda che ha coinvolto i Ministri dell’Agricoltura degli Stati membri, il Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan e il Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca Karmenu Vella.

 

Relativamente alla gestione del rischio, per Martina occorre investire molto di più in nuovi strumenti, semplificandone la gestione, rendendoli più efficaci e più aderenti alle esigenze del mondo produttivo. Secondo il Ministro è necessario prendere a riferimento non solo i rischi meteorologici, ma anche quelli legati alle perturbazioni di mercato, per offrire garanzie concrete di tutela del reddito delle imprese.

 

Sarebbe anche opportuno trasferire la gestione del rischio dal secondo pilastro della PAC (relativo allo sviluppo rurale) al primo pilastro (quello degli aiuti diretti), trasformando il contributo agli agricoltori in una componente volontaria dei pagamenti diretti, da concedere a chi decide di assicurare la propria produzione o aderire a un’altra misura di stabilizzazione del reddito.

 

Sul fronte della ricerca e dell’innovazione, Martina evidenzia come la tecnologia possa essere di aiuto agli agricoltori in molti ambiti. Basti pensare all’agricoltura di precisione, che ottimizza l’uso dei fattori di produzione, riducendo la pressione sull’ambiente, aumentando la produttività e ottimizzando il consumo di energia. Occorrono, però, investimenti a livello europeo e misure appropriate per accelerarne la diffusione.

Martina ha poi ricordato l’importanza del Programma PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area), in fase di avvio, che coinvolge 18 Paesi dell’area del Mediterraneo con iniziative di ricerca, trasferimento di innovazione nella gestione delle acque, sostenibilità in agricoltura, filiere agroalimentari.

 

(© Osservatorio AGR)

 

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