11 Agosto
imprese & mercati

Miele: produzione italiana ai minimi storici a causa delle condizioni climatiche

Con una produzione di miele stimata intorno alle 10mila tonnellate, corrispondenti a poco più di un terzo della media nazionale, il 2017 si annuncia come una delle peggiori annate della storia dell’apicoltura italiana.

 

A lanciare l’allarme è l’Unaapi, l’Unione nazionale associazione apicoltori italiani, che evidenzia come in molti territori della Penisola i raccolti risultino compromessi fin dalla scorsa primavera, a causa del freddo anomalo, seguito dal caldo improvviso e, soprattutto, dalla siccità, con i fiori ormai secchi e il nettare disidratato per la mancanza di acqua, e per i quali i temporali estivi non sono certo risolutivi.

 

Una situazione che ha colpito indistintamente tutte le varietà di miele, con l’eccezione di quelle di alta e altissima montagna, solitamente rare e “di nicchia”.

L’andamento produttivo di quest’anno fa oltretutto seguito al già scarso raccolto del 2016 (16mila tonnellate), aprendo le porte alle importazioni che, secondo le elaborazioni della Coldiretti su dati Istat, nei primi quattro mesi del 2017 hanno superato le 7mila tonnellate.

 

Circa un terzo del miele di provenienza estera, rileva l’associazione agricola, è prodotto in Ungheria, mentre un flusso costante superiore al 10% arriva dalla Cina. E se il trend dovesse essere confermato, sugli scaffali dei supermercati italiani saranno stranieri due barattoli di miele su tre.

 

In Italia sono 45mila gli apicoltori censiti che svolgono attività per fini produttivi o di autoconsumo; di questi, 20mila detengono l’80% del patrimonio apistico nazionale, che conta 1,2 milioni di alveari.

 

(© Osservatorio AGR)

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