3 novembre
imprese & mercati

Mercato fondiario: prezzi stabili ma crescono le compravendite

Nel 2016 il mercato fondiario italiano è stato contrassegnato da un livello di prezzi che non si è significativamente discostato da quanto registrato l’anno precedente. È il quadro che emerge dall’indagine annuale curata dalle postazioni regionali del Centro di politiche e bioeconomia del Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi agraria.

 

Secondo lo studio, nel 2016 il prezzo medio dei terreni agricoli si è attestato poco al di sotto dei 20mila euro per ettaro, con diminuzione dello 0,1% rispetto al 2015.

Più marcate le flessioni registrate nella montagna interna e in pianura, oltre che nelle circoscrizioni del Nord Est e del Centro Italia. In controtendenza le zone altimetriche di collina e, in qualche misura, le circoscrizioni Nord ovest e Isole, dove i valori medi presentano una leggera tendenza al rialzo. Molto probabilmente la variazione positiva delle zone collinari riflette l’interesse per i terreni vitati che caratterizza ormai da oltre un decennio alcune zone di pregio, grazie ai favorevoli andamenti del mercato vitivinicolo.

 

Nel caso delle zone di pianura, invece, sembra evidente come il processo di aggiustamento dei prezzi della terra, iniziato qualche anno fa, non sia ancora terminato. La crisi economica di alcuni settori, esacerbata dalla volatilità dei mercati, riduce le aspettative degli agricoltori che sono maggiormente propensi a investire.

Il fattore terra rimane al centro degli obiettivi di crescita delle aziende più dinamiche, ma visti i valori elevati – soprattutto se comparati con la redditività delle colture di pieno campo e della zootecnica bovina – gli operatori si orientano verso l’affitto, mentre l’acquisto di terra legato anche alle strategie di risparmio delle famiglie agricole viene rinviato in attesa di prospettive di sviluppo meno incerte.

 

Nel complesso, gli operatori hanno continuato a segnalare il perdurare di una scarsa attività di scambio. Tuttavia, i dati ISTAT sull’attività notarile evidenziano una positiva inversione di tendenza, da cui emerge che il numero di compravendite di terreni agricoli è aumentato del 9% nel 2016 rispetto all’anno precedente. Si tratterebbe del secondo anno consecutivo di crescita dopo 8 anni di continue riduzioni, che hanno portato le compravendite a circa il 60% di quanto si registrava dieci anni prima.

 

L’aumento più significativo riguarda le regioni del Nord ovest (11%) e del Sud (10%); esso appare correlato alla contestuale crescita delle erogazioni di nuovi mutui per l’acquisto di immobili rurali che hanno raggiunto un valore pari a 491 milioni di euro, segnando un +14% rispetto al 2015.

 

(© Osservatorio AGR)

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