19 marzo
imprese & mercati

Melinda lancia il Piano Biologico: 5 anni per passare da 80 a 300 ettari di coltivazioni

Cinque anni per aumentare del 370% la superficie coltivata con metodo biologico, portandola a 300 ettari, con una produzione di mele stimata in 14mila tonnellate. È l’ambizioso obiettivo del Piano di intervento riguardante le colture biologiche, lanciato dal Consorzio frutticolo trentino Melinda e presentato nel corso dell’ultima Assemblea dei 300, che riunisce periodicamente i consiglieri delle 16 cooperative associate.

 

Attualmente, la produzione di mele biologiche da parte del Consorzio avviene su una coltivazione di 80 ettari e si attesta sulle 250 tonnellate.

 

L’aumento dell’offerta, secondo quanto dichiarato dal Direttore Generale di Melinda Paolo Gerevini, ha lo scopo di rendere ancora più solido il percorso intrapreso da anni in direzione di una sempre maggiore sostenibilità delle coltivazioni, nonché di aumentare le possibilità per i soci di differenziare le colture. Ma, soprattutto, risponde a esigenze di carattere commerciale, in un mercato che vede la domanda di prodotti biologici in costante crescita.

 

Il progetto di Melinda prevede la produzione di varietà adatte alla coltura biologica e richieste dal consumatore “bio” e che possibilmente abbiano caratteristiche di resistenza che le rendano idonee a una facile gestione agronomica.

 

Per arrivare a questo, il Piano prevede un sostegno alla diffusione di Distretti o Isole Bio o comunque superfici sufficientemente grandi che garantiscano sicurezza alle produzioni biologiche. Sarà organizzato un adeguato servizio di assistenza tecnica alle nuove superfici, basato su un aumento delle unità di lavoro dedicate, un eventuale team tecnico Bio con un responsabile e soprattutto la promozione di formazione specifica ai produttori soci. Saranno inoltre coinvolti capillarmente tutti i possibili interessati al progetto, compresi gli amministratori locali.

 

Fondato nel 1998, Il Consorzio Melinda raggruppa oltre 4mila frutticoltori coinvolti nella coltivazione delle mele sul territorio della Val di Non e della Val di Sole. La superficie frutticola si estende su un totale di circa 6.500 ettari.

 

(© Osservatorio AGR)

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