23 Novembre
innovazione

L’Unione europea investe nella diffusione della banda larga nelle aree rurali

Migliorare la connessione ultraveloce a Internet nelle aree rurali e periferiche dell’Unione europea, allo scopo di favorirne lo sviluppo. Risponde a questi obiettivi il network di uffici di consulenza tecnica sulla banda larga (Broadband Competence Offices, Bco) che l’Esecutivo comunitario ha lanciato ufficialmente lo scorso 20 novembre.

 

Operativa dal gennaio di quest’anno, la rete di uffici potrà fornire una guida ai promotori di progetti, pubblici o privati, utenti o investitori. Lo scopo è raccogliere tutte le informazioni relative alla banda larga, in ordine, ad esempio, ai finanziamenti, alla tecnologia o agli aspetti normativi, in un unico punto di contatto all’interno dei Paesi dell’UE.

 

L’accesso a Internet ad alta velocità è fondamentale per il futuro del settore primario, risultando collegato a nuove applicazioni digitali come l’agricoltura di precisione.

Secondo la Commissione europea, la diffusione della banda larga potrebbe anche aiutare a superare la minore disponibilità di infrastrutture e servizi che caratterizza molte aree rurali, contribuendo a renderle, tanto per le nuove generazioni quanto per quelle più mature, un luogo attraente in cui vivere e lavorare, così da ridurre la pressione sulle zone urbane.

 

Solo il 40% delle famiglie residenti in aree rurali ha accesso alla banda larga, contro il 76% di tutte quelle dell’Unione europea. Un divario digitale tra città e campagna che non rappresenta solo una disuguaglianza di carattere tecnologico: è una disuguaglianza di opportunità.

 

Proprio per superare questo squilibrio, l’UE ha stanziato, attraverso i suoi programmi strutturali e di investimento, 6 miliardi di euro per il finanziamento, nel periodo 2014-2020, dell’installazione della banda larga e di altre infrastrutture digitali, in particolare nelle zone rurali e periferiche. Di queste risorse, circa un miliardo proviene direttamente dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.

 

(© Osservatorio AGR)

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