21 novembre
mutamenti climatici

Lotta al cambiamento climatico: la COP 23 riconosce il ruolo centrale dell’agricoltura

Come minimizzare il cambiamento climatico aumentando allo stesso tempo gli sforzi per aiutare i Paesi in via di sviluppo, in particolare, ad adattarsi al cambiamento dei fenomeni meteorologici. È stato questo uno dei temi centrali di discussione della Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP 23), svoltasi a Bonn dal 6 al 17 novembre.

 

Nel corso della Conferenza è stata riconosciuta l’importanza dell’agricoltura per l’implementazione dell’Accordo di Parigi, finalizzato a mantenere il riscaldamento globale entro 2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali.

Nella seduta plenaria di chiusura della COP 23, infatti, è stato assunto l’impegno a collaborare per affrontare questioni relative all’agricoltura, prendendo in considerazione la vulnerabilità del settore primario al cambiamento climatico e approcci utili a favorire la sicurezza alimentare. Questi ultimi includono interventi in materia di suoli, di allevamento, di gestione dei nutrienti e delle risorse idriche.

 

«Il cambiamento climatico», ha affermato il Direttore generale della FAO, José Graziano da Silva,«sta già colpendo l’agricoltura e la sicurezza alimentare. E colpisce in modo sproporzionato i più poveri tra i poveri, la maggior parte dei quali dipendono dall’agricoltura per i propri mezzi di sussistenza. Senza un’azione urgente per adattare l’agricoltura e per rispondere alla domanda crescente di cibo, il numero di persone che soffre la fame è destinato a crescere. La decisione rappresenta un passo fondamentale per affrontare questo problema e per permettere al settore agricolo di unirsi agli sforzi globali per limitare il riscaldamento globale».

 

«Questo», ha continuato da Silva, «contribuirà a creare un contesto positivo per governi e attori non statali per intraprendere attività nel settore agricolo che sono fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi».

 

Secondo la FAO, l’agricoltura può offrire un grande contributo in questo senso. Nessun altro settore ha lo stesso potenziale di riduzione delle emissioni di gas serra. Per esempio, buone pratiche e tecnologie per alimentare il bestiame e per gestire i reflui potrebbero aiutare il settore dell’allevamento a ridurre fino al 30% le emissioni di gas serra.

 

L’agenzia Onu ricorda, infine, che non si potrà raggiungere l’obiettivo “Fame zero” senza affrontare il cambiamento climatico; pertanto si impegna a integrare sempre più l’azione climatica in tutte le sua aree di lavoro.

 

(© Osservatorio AGR)

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