25 Marzo
imprese & mercati

Le nuove tendenze dei consumi alimentari degli italiani illustrate dal Censis

Torna a crescere la spesa degli italiani per prodotti alimentari, che nel 2015/2016 ha segnato un +1,1% su base annua, raggiungendo il 14,3% sul totale dei consumi delle famiglie, una quota superiore alla media dei principali Paesi europei (11,4%). È quanto emerge dalla ricerca “Il futuro dell’alimentazione: tra stili di vita contemporanei e nuovi modelli”, realizzata dal Censis e presentata lo scorso 23 marzo a Milano dal direttore generale dell’Istituto, Massimiliano Valerii.

 

Gli italiani che fanno la spesa, spiega la ricerca, sono sempre più informati e risultano particolarmente attenti alla qualità del cibo e delle materie prime, all’eticità, alla trasparenza delle informazioni in etichetta e all’italianità. Tutte caratteristiche per le quali sono disposti a spendere di più. A guidare la spesa del consumatore non è dunque il prezzo, decisivo solo per l’1,3% degli acquirenti, ma fattori qualitativi come trasparenza delle informazioni (94,4%), funzionalità (88,4%), salute (84,6%), eticità (83,5%). A questo si aggiunge l’italianità, valore per il quale l’85,5% dei consumatori è disposto a pagare qualcosa in più, in linea con un fenomeno globale di domanda di italian food che – evidenzia il Censis – dal 2010 al 2015 è cresciuto nel mondo del 36,5%.

 

La combinazione di questi fattori genera una pluralità di scelte e un mix di soluzioni e canali: cibo pronto e semipronto (utilizzato da oltre 31 milioni di italiani), cibi salutisti (26 milioni), take-away acquistato online (19,4 milioni), alimenti e bibite nei distributori automatici (25,3 milioni). Il consumatore si informa sempre di più, e lo fa prevalentemente in rete (57%, percentuale che sale al 74,2% nel caso dei Millennial). Ad acquistare cibo via internet sono ancora pochi, ma la tendenza complessiva è in crescita. Altro fattore guida è la marca: il 67,3% è disposto a pagare di più per i prodotti della marca di fiducia.

 

«Più si ampliano offerta e canali», spiega Valerii, «e più la marca assume un ruolo di guida e di garanzia per gli italiani, compresi i Millennial, che sono disposti a pagare di più per il prodotto di marca, soprattutto quando comprano alimenti salutistici (71,1%), cibi pronti o semipronti (69,6%), prodotti nei distributori automatici (71,3%). E anche quando ordinano cibo cucinato a domicilio, dove quindi la marca è il ristorante o la piattaforma di acquisto».

 

(© Osservatorio AGR)

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